JAIPUR

“Fondata nel 1727 dal Maharaja Jai Singh II, Jaipur è la capitale del Rajasthan nonché una delle città più iconiche dell’India settentrionale. È conosciuta come Pink City perché nel 1876, in occasione della visita del Principe di Galles, le facciate degli edifici del centro storico furono dipinte di rosa, colore tradizionalmente associato all’ospitalità.”

Perfetto, ora che ho copiato la descrizione della città da ChatGPT, giusto per darvi un minimo di contesto, possiamo parlarne.
Dopo Delhi, l’impatto con Jaipur è stato molto più gestibile. Questo non significa che sia una città rilassata o facile da visitare: i problemi vissuti nella capitale e descritti nello scorso post sono presenti anche qui, soprattutto nella zona compresa tra il Palazzo dei Venti e il City Palace. Però, appena ci si allontana un po’ dal centro, Jaipur diventa più gestibile.
Non escludo che questa impressione derivi dal fatto che io mi stia semplicemente abituando all’India. Nel mio secondo giorno in città, per esempio, mi sono perso tornando in ostello e sono finito in un mercato dove, in mezzo allo sporco della strada, ho visto una mucca fare i suoi bisogni a due passi da un banco di verdura. Dopo aver pensato che non era impossibile che quella verdura potesse finire nella mia cena, ho riso e ho continuato a camminare senza scandalizzarmi.
Dal punto di vista pratico le visite sono più facili da organizzare: la maggior parte delle attrazioni sono vicine tra loro e gli spostamenti sono abbastanza rapidi anche quando richiedono di prendere un tuk-tuk. Per questo, mentre la giri, hai spesso la sensazione di essere in una città piccola e vivibile. Poi però scopri che Jaipur ha circa quattro milioni di abitanti. Un milione più di Roma.

ATTRAZIONI E ATTIVITÀ

PRIMO GIORNO

Hawa Mahal (Palazzo dei Venti) – 4,5/5

Simbolo di Jaipur, costruito nel 1799 per permettere alle donne di corte di osservare la vita della città senza essere viste. Non sono entrato dentro il palazzo ma la facciata dell’edificio, strutturata a nido d’ape, è meravigliosa. Per godere della vista migliore conviene attraversare la strada e salire in uno dei tanti caffè con terrazza. Da lì si vede il palazzo dall’alto ed è probabilmente la prospettiva più famosa per le foto. Nella mia visita ho conosciuto il proprietario del palazzo in cui era posto il caffè. Una persona simpatica, che viene spesso in Italia per commerciare gioielli e quindi parla italiano. Mentre provava, in modo abbastanza insistente, a vendermi un anello da regalare a una futura ed ipotetica fidanzata, mi ha spiegato che il palazzo è stato costruito dal nonno e, anche grazie all’aumento del turismo in città, per lui è una miniera d’oro.
“Come dite, voci nella mia testa? Non dovrebbe essere possibile vivere così di rendita e dovremmo alzare tantissimo le tasse di successione e investire tutto nei servizi pubblici? Sono straordinariamente d’accordo.”

Costo: gratuito, salvo consumazioni nei caffè, tra l’altro niente birrette mi disp.
Vale la pena: decisamente.

City Palace – 2/5

Complesso di cortili, giardini e palazzi in cui ancora oggi vivono i Maharaja, la famiglia reale del Rajasthan. Si possono prendere due biglietti: uno, costoso, per vedere solo una piccola porzione; uno, vergognosamente costoso, per vedere tutto il complesso. Viaggiando con un budget ho scelto di fare la visita ridotta. Non mi è sembrata particolarmente interessante, la visita si struttura in un museo, un cortile con degli archi abbastanza piacevoli e un altro cortile, il “Pitam Niwas Chowk” che salva l’intera visita grazie alle sue quattro porte dedicate alle differenti stagioni. Ho passato un ora a fotografarle, non sono riuscito a fare nemmeno una foto dritta. In ogni caso per il prezzo richiesto la visita è abbastanza scialba.

Costo: 1000 rupie. Per tutto il tour mi riferiscono 5000 rupie. Un prezzo folle.
Vale la pena: boh

SECONDO GIORNO

Amber Fort – 5/5

Vecchia residenza dei Maharaja. Senza giri di parole: il palazzo è meraviglioso, lo si intuisce dal momento in cui si inizia ad intravedere dalla distanza e questa sensazione non si allontana mai. Uno di questi posti da cui non ti vuoi allontanare perché hai paura di perderti qualcosa. Ho passato tutta la mattinata a camminare tra i cortili interni e i giardini trovando sempre un motivo per stupirmi. Se lo dovessi paragonare ad un posto, chissà perché poi sento questa esigenza, dovrei citare l’Alhambra di Granada. L’attrazione principale della città più bella di Spagna, ho detto tutto.

Costo: 502 rupie, per vivere bene con me stesso, nella app nella quale segno le spese ho attribuito 1000 rupie al forte e 502 al City Palace.
Vale la pena: il motivo per cui si viene a Jaipur.

Panna Meena ka Kund – 3,5/5

Altra cisterna d’acqua, la mia ossessione di questa settimana. Purtroppo la stagione delle piogge è finita da poco e l’acqua era troppo alta per poter apprezzare a pieno la simmetria delle scalinate che scendono giù. Durante la stagione secca deve essere clamoroso. Andatevi a vedere qualche foto online, non quella tremenda che ho postato io su Instagram, perché si urla al capolavoro.

Costo: gratuito.
Vale la pena: comunque sì.

Shri Jagat Shiromani Ji Temple – 3,5/5

Tempio induista dedicato a Lord Krishna, a Vishnu e alla poetessa Meera Bai che mi è stato suggerito dall’autista del tuk -uk. Persona che consideravo mia amica fino al momento in cui, al termine della visita, ha provato a triplicare la tariffa che avevamo concordato ad inizio giornata. Il tempio è piccolo, carino e presenta un sacco di bellissime decorazioni a forma di elefante.
Bello, ma non abbastanza per perdonare l’autista, sono ancora arrabbiato.

Costo: gratuito, mi hanno chiesto 25 rupie per fare le foto con la macchina fotografica. Non mi hanno detto niente mentre facevo le foto dal cellulare. Non ho capito la differenza.
Vale la pena: carino, geograficamente conveniente quindi sì.

Jaigarh Fort – 1/5

Fortezza militare collegata tramite passaggi sotterranei all’Amber Fort. Il palazzo è brutto ed anonimo, ad esclusione di un giardino interno è piuttosto spoglio e vive prevalentemente in relazione alle viste che offre sull’Amber Fort. Non essendo economico ed essendo abbastanza lontano si può tranquillamente saltare.

Costo: 500 rupie.
Vale la pena: no.

Jal Mahal (Palazzo sull’acqua) – 4/5

Palazzo del XVIII secolo costruito in arenaria rossa situato al centro del lago Man Sagar. Un tempo questa era la residenza estiva e il luogo di svago per le battute di caccia alle anatre dei maharaja. Oggi quattro dei cinque piani dell’edificio sono sommersi dall’acqua e non è accessibile. La vista dalla riva del lago è straordinariamente suggestiva. Il palazzo sembra letteralmente galleggiare sull’acqua.
“Come dite voci nella mia testa? Questa è la fine che vogliamo per Venezia? Stavolta mi dissocio.”

Costo: gratuito
Vale la pena: una delle immagini più belle di Jaipur. Inoltre è letteralmente nella strada tra il centro di Jaipur e l’Amber Fort.

TERZO GIORNO

Galta Ji – 3/5

Antico complesso di templi induisti, dedicati a vari dei, ma soprattutto a Hanuman, il dio scimmia (so che state ridacchiando ma vi reputo migliori di così), celebre per la presenza di centinaia di macachi che abitano liberamente nel complesso. È uno dei classici posti che su Instagram sembra incredibile e dal vivo lascia un po’ a desiderare. Consiglio comunque una visita anche solo per vedere le scimmie. Inoltre per arrivare si deve affrontare una salita, non impegnativa, e prima di addentrarsi nel tempio si ha una vista su tutta Jaipur. Non mi fraintendete, la vista non è niente di spettacolare ma serve a farsi un’idea di quanto la città sia grande.

Costo: gratuito salvo offerte ai templi. Per me 120 rupie, in cambio ho ricevuto un braccialetto. Ci sta.
Vale la pena: se avete 3 giorni a Jaipur sì, altrimenti valutate.

Nahargarh Fort – 5/5

Forte di per sé non eccezionale il cui vero motivo di interesse è la vista sulla città. Da qui ho assistito, insieme ad un volontario dell’ostello e ad un ragazzo italiano ad un tramonto indescrivibile. Ho detto che è indescrivibile, quindi non aggiungerò altro. Andate a vedervi le foto sul mio Instagram.

Costo: 402 rupie: 202 biglietto + 200 per accedere alla zona del bar, altra vista bellissima.
Vale la pena: non vi voglio nemmeno dire niente.

IMMERSIONE CULTURALE

Viaggiare serve anche, e soprattutto, per immergersi nella cultura di un altro paese. In India non esiste occasione migliore rispetto alla partita della nazionale di Cricket contro il Pakistan, i nemici storici. Ho avuto la fortuna di assistere a questo evento su un maxischermo montato in ostello con un gruppo di ragazzi indiani. Che dire: il cricket somiglia straordinariamente al baseball. Uno sport incomprensibile e inaffrontabile da sobri. Sono comunque grato ai miei nuovi amici che hanno provato in tutti i modi a spiegarmi le regole.
Ah, comunque l’India ha vinto e le persone erano felici.

AMICO DEL GIORNO

Nei viaggi in solitaria si incontrano un sacco di persone e ci sono varie opportunità di creare delle belle amicizie. Mentre aspettavo di fare check-in in ostello ho conosciuto una ragazza indiana che mi ha parlato di un matrimonio di indiani (ovviamente miliardari) avvenuto a Venezia qualche anno fa. Probabilmente la mia nuova amica voleva trovare una base comune per fare conversazione e non era interessata alle mie opinioni sul fatto che i miliardari non debbano esistere e sull’inesistente ricaduta che questi matrimoni hanno sull’economia reale di una città. Sicuramente non voleva sentirmi parlare di late stage capitalism e di fine della società per come la conosciamo. Amica, scusami.

USANZE LOCALI

Chiunque ha viaggiato in Asia ha ben presente la quantità di tuk-tuk che circolano in questa zona del mondo.
Sono tuttavia convinto che nessuno di voi abbia assistito al rifornimento di benzina di questo mezzo di trasporto.
“Vabbè Michele, andranno al benzinaio come tutti…” Ingenui.
Per fare rifornimento si deve prima entrare in una via non illuminata e bussare ad una casa. Si affaccia un signore che porge una tanica di benzina comprata al mercato nero e si procede al rifornimento. Cosa succede se provi ad affacciarti dalla porta per vedere cosa sta succedendo nel giardino? Ti ritrovi davanti una capra affacciata al portone di casa. Tutto normale.

STATISTICHE

Km camminati: 37,5 (media 12,5 al giorno)
Birre bevute: 7 (ma 4 durante la tesissima partita di Cricket)
Costo medio birra: 2 €
Tra l’altro, se vuoi, puoi contribuire a questo delirio offrendomi una birra virtuale: https://paypal.me/micheledelgiudice98

ROAD TO

Pushkar, città sacra dedicata a Brahma, dio della creazione.
Pro: finalmente una città piccola.
Contro: niente alcool dentro la città.

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