Finalmente, dopo solo 12 giorni dal mio rientro a casa, ho trovato la voglia di parlare degli ultimi due giorni del mio viaggio dando un punto a questa, meravigliosa, esperienza. Esperienza che mi ha portato dal caldo di Delhi a settembre al vergognoso freddo valdarnese di dicembre.
Quindi, lasciando le riflessioni sul viaggio alla parte finale del post, parliamo dei miei ultimi giorni a Tokyo.
Al rientro ho cambiato ostello ed ho soggiornato nel quartiere di Asakusa, provvisto di due fondamentali sale comuni, e fortunatamente nello stesso quartiere soggiornavano le mie nuove amiche libanesi appena rientrate da Kyoto.
Essendo gli ultimi giorni, ed alloggiando in un quartiere che avevo visto approfonditamente nell’aprile del 2024 ho deciso di prendere le cose con calma ed ho passato il tempo a girellare per il quartiere con le nuove amiche cercando di capire se fosse il caso di seguirle a Dubai, tra l’altro una lavora come paralegale, quindi forse ho perso una occasione. In ogni caso devo ringraziarle perché gli ultimi giorni di questo viaggio sarebbero stati molto più tristi, e difficili, senza di loro.
ATTRAZIONI E ATTIVITA’
Come ho già detto sto parlando delle attrazioni di Tokyo completamente a caso. E non ho capito perché. Qui parlerò delle zone della città di cui non ho ancora parlato. Senza nessun tipo di criterio logico.
YANAKA
Quartiere di Tokyo non colpito dai gravi bombardamenti della seconda guerra mondiale e dalla, ancor più grave speculazione edilizia e che si presenta come quanto di più lontano dalla Tokyo dei grattacieli che abbiamo in mente quando pensiamo a questa città: case basse, strade strette, negozi di quartiere, in poche parole un posto dove la gente sembra poter vivere davvero.
Non c’è veramente niente di spettacolare da fare ma passare qualche ora qui a passeggiare da uno splendido senso di serenità e di base è il motivo per cui quest’anno ho scelto di ripassarci.
Yanaka Cemetery 5/5 primavera 2/5 autunno
Ho già citato il mio amore per i cimiteri giapponesi e mentre il cimitero di Aoyama è bellissimo con i Ginko autunnali questo è bellissimo in primavera. Il viale alberato di ciliegi con le tombe ai lati è forse uno degli spot dei sakura più belli che ho visto del 2024 mentre senza ciliegi rende molto meno.
Costo: gratuito
Vale la pena: comunque Yanaka è bella tutto l’anno ma in primavera tra i migliori spot di Tokyo
Tenno-ji Temple 1,5/5
Piccolo tempio buddhista all’ingresso del cimitero, con una statua del Buddha visibile dall’esterno. Non è bello ma è lì quindi tanto vale fermarsi 10 minuti.
Costo: gratuito
Vale la pena: boh è lì
Yanaka Ginza
Stradina principale del quartiere con un sacco di negozietti, come già detto sembra di essere nella “Tokyo di 50 anni fa”. Mamma mia quanto sto diventando retorico. Comunque di base del posto.
Costo: gratuito
Vale la pena: si comunque è bello vedere anche i quartieri più residenziali
ASAKUSA
Forse l’esatto contrario di Yanaka, mentre in un quartiere puoi vivere e passeggiare in modo sereno e rilassato Asakusa è uno dei centri turistici principali di Tokyo. Comunque anche questo quartiere è meraviglioso (e di base vivibile lontano dalle attrazioni principali).
Senso-ji Temple 5/5
Una delle cartoline principali di Tokyo, il tempo più famoso e visitato. Per questo è bene andare o la mattina presto o dopo il tramonto quando non ci sono 90 miliardi di persone. Il tempio comunque è bellissimo ed uno dei must see della città.
Costo: gratuito
Vale la pena: tempio assolutamente da vedere.
Nakamise-dori 2/5
Via commerciale che porta al tempio, piena di souvenir e snack tradizionali, letteralmente una prova che devi superare per poter vedere il tempio.
Costo: gratuito e tra l’altro troppo affollata per comprare davvero qualcosa
Vale la pena: ci devi passare
Tokyo Skytree
Punto panoramico più alto del Giappone, sono stato nel 2024 e la vista dall’alto è incredibile.
La cosa che mi ricordo è di esserci stato quasi come ultima attrazione e di aver passato un sacco di tempo a ripercorrere dall’alto tutte le zone che avevo visitato ed è stato bello. Quest’anno siamo stati ai mercatini di natale che organizzano sotto, molto carini anche se molto europei, e ho fatto un giro per i negozi del centro commerciale alla base della torre.
Costo: per salire sopra mi sembra sui 20€
Vale la pena: si, forse anche più bello dello Shibuya Sky.
UENO
Non ho una opinione del quartiere visto che per me è stato, in entrambe le visite, il quartiere del “parco”, quindi parlerò solo del parco.
Ueno Park 4/5 autunno, fuori scala in primavera
Negli ultimi due anni una delle foto scattate di sera al parco di Ueno è stata lo sfondo del mio cellulare.
Se questa info non bastasse per capire il mio attaccamento a questo posto dirò che nella mia visita del 2024 su 5 giorni sono tornato 3 volte qui a vedere i ciliegi. Uno spettacolo semplicemente irreale di ciliegi e lanterne reso ancora più suggestivo dal miliardo di persone che svolgono il rito dell’hanami (picnic e/o daydrinking sotto i ciliegi) al parco. Che poi l’hanami è una roba molto più profonda legato all’ammirazione di una bellezza effimera e poco duratura come quella dei ciliegi e legata a temi come la transitorietà della vita che va quindi goduta a pieno.
Costo: gratuito
Vale la pena: anche ogni anno.
BONUS TRACK
Gotokuji Temple – 5/5
Tempio già bello e in più pieno di statuette bianche di gatti che si dice portino fortuna. Abbastanza fuori dai giri turistici e anche la zona intorno, più residenziale e senza grattacieli, più vicina a come ci immaginiamo un piccolo borgo giapponese rispetto a un quartiere di Tokyo, è veramente piacevole da visitare. Unica pecca: si può comprare solo un gatto portafortuna e si deve scegliere se lasciarlo con gli altri gatti o portarlo a casa.
DON QUIJOTE
Megastore giapponese aperto 24 su 24, presente ovunque a Tokyo, dove si può trovare tutto. Cioè letteralmente tutto. Mentre i Combini sono piccoli mininegozi qui si parla di palazzi di almeno 7/8 piani giganteschi con corridoi minuscoli e miliardi di oggetti in vendita. Uno dei momenti in cui capisci come mai ci siamo fatti fregare dal capitalismo come forma di intrattenimento. Non ci ho mai veramente comprato niente al di fuori di beni di prima necessità (in questo viaggio ho comprato qui le fasce magiche, non so come definirle altrimenti, che mi hanno guarito il mal di schiena accusato a Nikko e nello scorso delle solette per le scarpe che mi hanno salvato l’esistenza) ma già il girare per il negozio è una delle esperienze turistiche più giapponesi che si possa fare.
MOMENTI DI VITA
Mentre facevo colazione in una caffetteria ad Asakusa, mangiando un commovente fluffy pancake, sono stato invitato ad un evento politico previsto una settimana dopo il mio rientro a casa. Ho quindi fatto una cosa normalissima, ho aperto l’app dell’agenda ed ho segnato l’appuntamento. Questo momento, quasi al termine di 3 mesi di viaggio, è stato semplicemente terribile. Una sensazione di ritorno alla vita vera che ho vissuto molto peggio di quanto voglio ammettere.
Mentre cercavo di affrontare il mio malessere mi è tornato in mente un altro momento del 2025 che è forse l’esatto opposto di questo: il momento in cui, al termine del mio ultimo giorno di lavoro in banca, mi sono messo a letto ed ho eliminato la sveglia per il giorno dopo. Nemmeno in una vita intera riuscirei a trasmettere la sensazione di serenità che ho provato in quel momento.
“Quale è la morale di questa storia? Amico mio, ma davvero dopo tutti questi articoli pensi ancora che ci sia un senso logico?”
CONCLUSIONE
La domanda, che mi è stata fatta, vorrei immaginare a battuta, è: “quindi hai trovato te stesso?”
Rispondo in modo secco: ma cosa cazzo pensi di trovare? La propria identità non è un qualcosa che si perde o si trova. Sarebbe troppo facile partire 3 mesi, scoprire un nuovo sé stesso, tornare e trovare che tutti i problemi ed i nodi interni si sono risolti da soli.
Quindi andare via 3 mesi a cosa ti è servito? A mettere un punto. Non solo sull’ultimo periodo di difficoltà ma probabilmente su tutto il periodo che dalla laurea, dicembre 2017, mi ha portato al totale rifiuto per il lavoro in Banca a metà 2025.
Stare da solo, ed avendo modo di riflettere, mi ha aiutato a capire che avevo passato 8 anni in un corridoio in cui non avevo mai scelto direttamente quasi niente ma mi ero adattato a quello che mi capitava, avevo sfruttato alcune possibilità solo perché mi capitavano, senza capire se fossero cose che volevo veramente fare. Mi ha poi aiutato a capire meglio che si devono seguire i modelli di vita che questo meraviglioso paese ci offre. In Italia sembra che dopo i 30 anni qualsiasi cosa diversa dal: firmo un contratto a tempo indeterminato – compro casa – ci butto dentro una famiglia, sia un qualcosa di inaccettabile. In realtà nessuno ti obbliga, e non è detto che ci si debba sentire inadeguati se questo modello non ci attira o non ci rende felici.
In più penso di essere riuscito a sganciare quella idea, nata a giurisprudenza, per la quale il tuo lavoro o i tuoi obiettivi di vita ti identificano. Ad essere onesti di questa problematica ne ero già consapevole e ci avevo lavorato ma sicuramente è stato di aiuto passare 3 mesi conoscendo, ed apprezzando persone senza quasi mai parlare di background di studi e di carriere.
Come ho detto una esperienza come questa non ti fa magicamente scoprire te stesso ma certamente aiuta a capire qualcosa anche per quanto riguarda cosa ci piace e cosa si cerca nel rapporto con gli altri. Anche in questo caso avere continuamente interazioni con nuove persone aiuta a capire cosa cerchiamo nel prossimo nei rapporti che creiamo. Circostanza che mi ha anche stranamente aiutato ad apprezzare ancora di più le persone con le quali ho deciso di passare la mia vita in Italia (vvb).
Non ho trovato, e forse è meglio così, risposte sul futuro. Ad oggi ho delle idee su alcuni progetti e cambiamenti che vorrei fare ma sono probabilmente anche idee a caldo dovute al rientro. In ogni caso l’essere ad un punto della mia vita in cui nessun ambito della mia vita è definito al momento mi entusiasma. A riguardo ricordo ancora il momento della firma del mio primo contratto a tempo indeterminato, momento che in questo paese è celebrato come la vittoria di un oro olimpico. Di quel momento ricordo soprattutto la crisi di tristezza ed ansia che questa condanna all’ergastolo, pena inumana e incostituzionale, mi aveva causato.
In chiusura, consiglio questa esperienza? Boh. Vi deve piacere viaggiare da soli, essere pronti a vivere in autonomia un sacco di momenti belli e brutti. Avere una predisposizione al risolvere i problemi che si possono creare senza entrare nel panico.
Si tratta di una esperienza forte in tutti i sensi, e se è una cosa che vi può piacere e che ritenete di poter fare lo sapete solo voi.
Mi sembra che questa ennesima non risposta ad una domanda che mi sono fatto da solo possa essere la chiusura perfetta di questo viaggio.
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