Nello scorso post su Tokyo ho scritto che ho scelto di tornare nella capitale giapponese perché raramente, come qui, ho provato la sensazione di essere in un posto in cui avrei potuto vivere. In questa ultima settimana ho provato ad analizzare questa sensazione anche perché, per quanto io faccia finta di niente, prima o poi bisognerebbe decidere cosa voglio fare da grande e ogni riflessione può essere utile.
Partiamo dalla base: Tokyo è meravigliosa e, per quanto immensa, è incredibilmente facile da vivere. Penso di essermene innamorato per un classico meccanismo di compensazione, un po’ come quando dopo una relazione ti ritrovi attratto da qualcuno che è l’esatto opposto della persona con cui stavi prima. Tokyo è il posto più lontano possibile da quello in cui ho scelto di vivere.
30 persone scarse contro 40 milioni.
Necessità di guidare per qualsiasi cosa contro la possibilità di avere tutto solo camminando o usufruendo del miglior sistema di trasporti dell’universo.
Luoghi e abitudini che si ripetono uguali contro la possibilità di cambiare scenario ogni giorno senza uscire dalla stessa città.
Cosa manca allora? Quel senso di appartenenza che ti fa sentire parte di una comunità e ti dà l’illusione, o forse la possibilità reale, di incidere in qualche modo nella vita collettiva che è, ovviamente, più facile da trovare in un comune di diecimila persone. Il contraltare però è evidente: il fascino della libertà totale che puoi avere solo in un posto in cui nessuno ti conosce e nessuno sa niente di te, contrapposto a un luogo in cui conosci tutti e tutti conoscono te. Che può essere rassicurante, ma anche pesante.
Insomma, questa intro che doveva essere di tre righe è degenerata, ma forse rende abbastanza bene la confusione mentale sulle scelte che prima o poi dovrò prendere.
ATTRAZIONI E ATTIVITÀ
Showa Kinen Park – 5/5
Il parco autunnale più bello che abbia mai visto. Immenso, perfetto, curato con un livello di precisione che rasenta la patologia ed è uno dei trademark del Giappone. Camminando per il parco riflettevo sul fatto che probabilmente non riuscirei mai ad abituarmi a questa ossessione per la perfezione. Sono sempre stato una persona disordinata, sia nelle cose materiali che nei ritmi, nelle abitudini e più in generale nel modo di vivere. Ed è forse anche questo che continuo a trovare affascinante del Giappone: mi attira molto per tutto ciò che non mi assomiglia. Comunque, riflessioni a parte, se siete in Giappone in autunno venite in questo parco. La quantità di ginkgo e di foglie gialle è fuori scala e vale senza dubbio l’ora di treno da Shinjuku.
Costo: circa 3€
Vale la pena: di autunno assolutamente sì
Nakano – 3/5
Bel quartiere, vivo, pieno di localini e meno frequentato di altre zone di Tokyo. Nakano Broadway, un centro commerciale, vale la pena soprattutto se vi piacciono manga, action figure e collezionismo vario, ma dopo Akihabara perde inevitabilmente parecchio. E questo è probabilmente il problema di Nakano, dentro ci si ritrovano delle caratteristiche di altre zone della città ma non riesce mai a raggiungere i picchi di altri quartieri: un pezzo di Shinjuku, un accenno di Akihabara, qualcosa della Tokyo più tranquilla di Ueno e Yanaka. Piacevole, ma non memorabile.
Costo: gratuito
Vale la pena: sì, anche solo perché è a una fermata da Shinjuku.
Akihabara – 5/5
Prendete il Lucca Comics, o almeno la parte di vendita di action figure, manga e carte varie. Allargatelo ad un intero quartiere.
Consiglio di venire qui con un adulto, o con un amministratore di sostegno, è veramente difficile resistere alle varie tentazioni e non lasciare vari stipendi per i vari negozi.
Costo: potenzialmente migliaia di euro
Vale la pena: sì
Odaiba – 4/5
Isola artificiale nella baia di Tokyo, sviluppata come quartiere ricreativo pieno di ristoranti, negozi e spazi espositivi. Le varie attrazioni, il Rainbow Bridge, la statua di Gundam, la copia della statua della libertà (sopravvalutata ovunque la si metta) non sono mozzafiato di per sé. Quello che mi ha colpito è camminare durante il tramonto sulla spiaggia avendo la vista della skyline di Tokyo.
Costo: gratuito ma pieno di negozi
Vale la pena: se avete tempo sì
Tokyo Tower – 5/5
La copia bianco – rossa della Tour Eiffel, che prende per mano la sopravvalutata torre parigina e gli spiega come si fa ad essere un’attrazione interessante. Forse sto esagerando ma a me la Tokyo Tower piace da impazzire, credo di aver passato almeno 6 ore girandole intorno e cercando posti da cui fotografarla.
Costo: gratuito, salvo che vogliate salire sopra.
Vale la pena: sicuramente si, ma senza salire sulla torre visto che l’attrazione è la torre.
teamLab Borderless – 5/5
Finalmente, dopo tre mesi di viaggio, è arrivata la mia prima visita a un museo. Chiaramente non uno di quelli noiosi con i quadri, ma uno bello con delle installazioni digitali interattive. La cosa che funziona davvero in teamLab è che non ti limita a farti guardare delle opere: ti ci infila dentro e poi ti lascia libero di vagare.
Il museo è impostato quasi come un labirinto: non c’è un percorso davvero chiaro, le installazioni non ti vengono sempre presentate in modo ordinato e molte finisci per scoprirle cercandole o inciampandoci dentro quasi per caso. Più che una visita, sembra un’esplorazione.
Le opere, più che oggetti da guardare, sono ambienti in cui entri: stanze buie attraversate da proiezioni, pareti e pavimenti che si riempiono di luci in movimento, superfici specchianti, colori che cambiano continuamente. Per un paio d’ore vai avanti un po’ alla cieca, senza sapere bene cosa ci sia nella stanza dopo, cosa ti sei perso e cosa invece hai trovato quasi per sbaglio.
Costo: tipo 20€
Vale la pena: devastante
Palazzo Imperiale – 1/5
Parco mediocre e palazzo non visitabile. I Giardini Orientali sono carini, ma considerando la città mi sembra un posto tranquillamente skippabile senza rimpianti. Nel mio viaggio di aprile 2024 ho iniziato qui le mie visite. In realtà ero in zona per vedere il fossato di Chidorigafuchi, una delle zone consigliate per vedere la fioritura dei ciliegi. il punto è che, alla fine dei miei giorni a Tokyo, mi sono ritrovato ad aver saltato visite ben più interessanti anche a causa del tempo perso qui. Il mio consiglio è quindi di partire sempre dalle cose che vi interessano davvero di più. Se poi qualche imprevisto, o la vostra passione per ubriacarvi a Golden Gai, vi costringerà a tagliare qualcosa, almeno lascerete indietro la parte trascurabile.
Costo: gratuito
Vale la pena: no
RINUNCE
Di recente ho capito che casa mia, in quanto casa di un 33enne single che finge di essere adulto solo quando fa comodo, avrebbe bisogno di un arredamento decisamente più infantile. Purtroppo, viaggiando low cost, non ho potuto comprare gran parte delle cose viste ad Akihabara. Qui sotto una lista di oggetti che secondo me starebbero bene nel mio salotto:
– Carillon con musiche di Final Fantasy X – 15€
– Statua di Levi (Attack on Titan) – 60€
– Statue di Seto Kaiba e Yugi da mettere uno di fronte all’altro fingendo che duellino – 150€
– Pokéball con artwork di Pokémon vari – 15€ l’una
– Quadretto con la scena in cui L dice a Light che è il suo primo vero amico (Death Note) – 10€
– Portachiavi a forma di Keyblade (Kingdom Hearts) – 12€
– Statuette di tutta la ciurma di One Piece (o tutti o nessuno) – circa 40€ l’una
Ovviamente scherzo, non chiederei mai regali così costosi. In ogni caso, lascio qui il mio paypal: https://paypal.me/micheledelgiudice98
ORA LEGALE
Nei primi giorni a Tokyo sentivo una strana malinconia. All’inizio pensavo fosse solo legata alla fine del viaggio. Poi mentre visitavo lo Showa Kinen Park sono stato colpito dal tramonto. Alle 16:30. Ad Hanoi tramontava alle 18. Ho quindi individuato la causa del mio malessere, anche in Italia il mio umore è pesantemente influenzato dal ritorno dell’ora solare: quella settimana è una delle peggiori dell’anno. Il passaggio all’ora legale, al contrario, è una delle migliori.
Scegliere di avere il sole la mattina e non la sera, condannando chi lavora dalle 8 alle 17 a passare quattro mesi senza vedere la luce del sole, è una follia criminale del capitalismo per la quale prima o poi dovranno iniziare a rotolare delle teste.
AMICHE DEL GIORNO
Le zero persone che ancora leggono questo blog ricorderanno forse che, nel post precedente su Tokyo, mi lamentavo dell’assenza totale di social vibes in ostello. Ad un certo punto ho quindi deciso di spostarmi per un paio di giorni in un ostello più social a Kamakura, ma delle mie gite ne parlerà in un post a parte. Rientrando dalla mia terza gita al mare di questo viaggio ho deciso di cenare ad Ichiran, una catena di ramen abbastanza famosa e quindi solitamente molto affollata. Sperando di non trovare fila ho quindi deciso di presentarmi a cena alle 23. Chiaramente anche a quell’ora la fila arrivava fino a fuori al palazzo. Preso da una, assolutamente sana, ostinazione ho deciso di affrontare la fila nonostante i crampi di fame allo stomaco. Durante la coda ho conosciuto due ragazze libanesi che erano appena arrivate a Tokyo. Con loro è nata una forte alchimia ed abbiamo passato insieme tutti i giorni successivi. Il senso di questa storia? Come sempre nessuno. Forse se uno dovesse trovare una morale potrebbe dire che a volte i problemi si risolvono da soli quando si smette di pensarci.
STATISTICHE
Km camminati: 85 (media 21,25 al giorno)
Birre bevute: 0, sono in fase detox.
PROSSIMO EPISODIO
Gli ultimi due giorni a Tokyo, dopo il ritorno da Nikko. Nonché gli ultimi due giorni di viaggio.
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