VANG VIENG E VIENTIANE

VIENTIANE 

Ho passato 21 ore a Vientiane, almeno 18 di troppo. Mi è sembrata una città noiosa e senza niente di interessante da visitare.
Sono riuscito a incastrare nelle mie 21 ore: due Tinder date, uno andato bene uno andato male, ho visitato tutti i posti consigliati da Google e Chat GPT e sono stato a correre. Esatto amico lettore ero così annoiato che mi è sembrata una bella idea andare a correre. Per amore di onestà devo dire che la copia dell’Arco di Trionfo, costruita per celebrare l’indipendenza dalla Francia, è caruccia.

Un discorso a parte va fatto per il COPE Center, per esteso Cooperative Orthotic and Prosthetic Enterprise, un centro che produce protesi e supporti per le vittime delle bombe inesplose (UXO), un problema ancora enorme nel paese.
Problema causato, as always, dalla più grande democrazia del mondo, che durante gli anni della guerra in Vietnam ha sganciato sul Laos circa due milioni di tonnellate di ordigni, più di quante ne siano state riversate su Germania e Giappone durante la Seconda guerra mondiale. Questo dato, che rischia di restare statistico, ha in realtà conseguenze enormi sulla vita in Laos. Le UXO rendono insicuro l’uso di ampie porzioni di territorio, soprattutto nelle aree rurali; alcuni report parlano addirittura di una contaminazione che riguarda circa un terzo del paese. Una situazione con ricadute evidenti sull’agricoltura, sui lavori infrastrutturali e sulla vita quotidiana di molte comunità. Immaginatevi di vivere la vostra vita senza poter mai uscire da una strada o da un sentiero battuto perché esiste il rischio concreto di saltare in aria. Once again, non sono né qualificato né ho voglia di fare un trattato sui danni fatti dagli USA in questa parte di mondo, però questi dati restano inquietanti.

VANG VIENG

Dopo essere scappato da Vientiane, sono arrivato in questo posto meraviglioso. La città, o il paese, non so come definire un agglomerato urbano di 25.000 persone, non è niente di eccezionale mentre la natura intorno, tra fiumi, piscine naturali e montagne carsiche, è meravigliosa. Inoltre qui si possono fare un sacco di attività strane ed adrenaliniche a prezzi contenuti.

ATTRAZIONI E ATTIVITÀ

Tipsy Tubing 5/5

Una delle attività simbolo di Vang Vieng: si comprano degli alcolici, si noleggia una “ciambella”, ci si salta dentro e si lascia che la corrente ci trasporti giù per il fiume. Nel caso l’alcol non basti, ci sono tre pause in tre bar lungo il percorso. Chiunque abbia inventato questa esperienza è un genio. La corrente del fiume, insieme all’alcool, decidono a quali persone avvicinarti e quindi con chi farai amicizia. Questo river destiny ha letteralmente creato il gruppo con cui ho passato i giorni successivi. 

Chicche statistiche: in passato morivano circa venti persone l’anno in questa attività. Le fermate nei bar erano 10 e le persone finivano per essere troppo ubriache per restare a galla. Un modo di morire che sinceramente mi prenderei.
“Oh, ma te lo ricordi Mighe?” “Ma chi quello scemo che è annegato da ubriaco in Laos” Mi sembra perfetto.

Costo: 20€ + alcolici 
Vale la pena: esperienza semplicemente impensabile altrove, imperdibile.  

Blue lagoon 4,5/5

Pozze di acqua naturale alimentate da sorgenti che scendono dalle montagne carsiche intorno a Vang Vieng.
Acqua limpidissima, piattaforme per i tuffi e qualche zipline. Intorno alla città ce ne sono una decina, noi abbiamo scelto di visitare la 2 e la 3. Segnalo con orgoglio di aver anche fatto il mio primo tuffo della vita da una piattaforma di 5 metri. Non vorrei ripetermi ma ormai mi sembra evidente che il mio cervello abbia deciso che è ora di farla finita.
Da segnalare anche il piacevolissimo percorso, fatto in motorino, per arrivare alle varie blue lagoon, le viste sulle montagne carsiche sono molto belle e in generale fare questa attività adolescenziale di guidare un motorino è stato piacevole.

Costo: circa 1 € per ogni Blue Lagoon
Vale la pena: sì, posti carini e rilassanti.

Nam Xay Viewpoint 5/5

Il panorama più famoso di Vang Vieng. Si arriva tramite una salita di mezz’ora. Più che una salita è una scalata tanto è ripida. La vista dall’alto è spettacolare, qualcuno ha piazzato in cima una moto ed una bandiera del Laos, creando un perfetto Instagram spot.

Costo: circa 1€
Vale la pena: Instagram spot, attività fisica e avventura. Siamo in Laos per questo 

Paramotoring 5/5

Esperienza che mai avrei pensato di fare nella vita, io che di base sono un cacasotto. Invece in Sud-est asiatico sto scoprendo una parte più avventurosa di me. Sarà il periodo che sto vivendo, il viaggio che sto facendo, o più probabilmente la poca voglia di tornare vivo a casa ma appena mi hanno proposto questa attività ho deciso immediatamente di farla. Non riesco nemmeno a descrivere la paura che avevo mentre il paramotore ha iniziato il decollo o mentre il guidatore ha deciso che fosse giusto passare dentro una nuvola. Anche per questo la reputo una delle esperienze che più mi ricorderò di questo viaggio: l’arrivo a destinazione mentre ancora era buio, l’attesa in un campo che arrivassero le 6, orario di partenza, l’adrenalina del decollo e la vista dell’alba sulle montagne. Straordinario.

Costo: 40€, ma si può trovare a meno
Vale la pena: clamorosamente sì

Jang cave 4/5

Grotta a circa mezz’ora a piedi dal centro di Vang Vieng. La grotta è interessante, fuori ci sono alcune pozze dove fare il bagno e rilassarsi. Il vero highlight è la grotta acquatica visitabile nuotando partendo dalle pozze. Un po’ claustrofobica ma straordinaria.

Costo: circa 1€
Vale la pena: eravamo titubanti ma in realtà è meravigliosa. 

POWER RANKING CAPITALI BRUTTE

  1. Vientiane
  2. Tirana 
  3. Skopje 

Se qualcuno mi avesse detto nel 2018 che avrei visitato due capitali più brutte di Skopje mi sarei messo ad urlare. 

RICICLAGGIO DI DENARO

Parliamo del mio ostello a Vang Vieng, l’eden. Per soli 4€ a notte offriva: 
– Abbondante colazione in omaggio
– Birra gratis dalle 20 alle 21, non una birra. Tutte le birre che riesci a bere in quell’ora. L’ultima sera siamo andati a caccia di record con una ragazza di New York bevendone 6. Ah erano birre in bottiglia, quindi non un fusto che magari puoi annacquare.
Non capisco il business model.
– Due simpaticissimi cani che giravano per l’ostello, non c’entra niente ma volevo dirlo. 

Mi chiedo quali attività illegali debbano riciclare per garantire questi servizi.

VITA DA OSTELLO

Gli ostelli del Sud-est asiatico sono molto più sociali di quelli che ho trovato in India e Nepal. Le sale comuni, le attività organizzate, perfino il modo in cui sono pensati gli spazi sembrano costruiti apposta per farti fare amicizia con gli altri ospiti.
Sia in Cambogia che in Laos ho finito per fare gruppo con altre persone conosciute in ostello ed ho passato con loro quasi tutto il mio tempo. Praticamente è come se avessi vissuto diversi viaggi di gruppo.

Basta sedersi in una sala comune ed ordinare una birra per conoscere altri viaggiatori, spesso anche loro solo traveller che hanno deciso di partire per qualche motivo: rotture sentimentali, dimissioni, anni sabbatici, fughe più o meno dichiarate. Con queste persone, in pochissimo tempo, si crea un’alchimia e un’intimità strana, accelerata, che fuori da questo contesto richiederebbe settimane. Per qualche giorno ti abitui a condividere tutto con persone che, con ogni probabilità, non rivedrai mai più. Ad un certo punto arriva un autobus, un volo, un confine, e ognuno sparisce nella direzione successiva.

Capita anche di innamorarsi, o più spesso di convincersi di esserlo per 36 ore, con successiva analisi della sconfitta e ascolto rituale di Love Will Tear Us Apart, colonna sonora ufficiale dei fallimenti sentimentali dal 2017, anno di una brutta storia in Polonia che non approfondiremo in questa sede.

STATISTICHE

Km camminati: 72,5 (media 14,5 km al giorno)
Birre bevute: immagina contare le birre quando per un’ora al giorno te le danno gratis.
Costo medio birra 0,75€
Se vuoi contribuire a questo delirio offrendomi svariate birre virtuali: paypal.me/micheledelgiudice98

ROAD TO

Luang Prabang e Nong Kiaw per fare un trekking di due giorni, magari questa volta con una guida per non finire come in Nepal.

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