PRIMO IMPATTO
Solitamente ci sono tre tipi di risposta emotiva davanti a una situazione futura che ci preoccupa:
• Quella sana, ti prepari e capisci cosa può andare bene e cosa male.
• Quella paranoica, ti aspetti che tutto vada male (negativa ma comunque segue un istinto evolutivo di autoconservazione).
• Quella riassumibile in poche parole: “Ma sarà, ma chi l’ha pensata questa cazzata”.
Inutile dire che a ogni blog e video che, mentre mi preparavo al viaggio, mi diceva che Delhi è una città impegnativa da visitare, io ho sempre e solo avuto la reazione del terzo tipo. Però, quando tutte le opinioni del pianeta convergono su un concetto, di solito questo è vero. Il mio impatto con Delhi è stato complicato.
Appena uscito dall’ostello, dopo circa 18 ore di viaggio avrei voluto prendere un tuk-tuk per andare a Connaught Place. Idea tramontata appena ho visto il simpatico autista sdraiato con i suoi sudicissimi piedi sul posto del passeggero. Ho deciso di camminare. Appena iniziata la mia passeggiata ho cercato di convincermi che questa decisione fosse per il meglio. Di solito quando visito una città cerco sempre di limitare gli spostamenti con i mezzi pubblici per provare a “vivere” di più la città. Questo pensiero è scomparso dal mio cervello nel momento in cui mi sono imbattuto in un gentiluomo che defecava in mezzo alla strada. Con questa immagine negli occhi mi sono immerso in un dedalo di puzze mai sentite, street food cucinato in modo discutibile, miliardi di mezzi a motore che sembravano dover suonare il clacson ogni quindici secondi pena l’esplosione e un senso costante di degrado.
In altre parole, il pensiero costante dopo tre ore a Delhi era: “ma che cazzo ho combinato?” La possibilità di viaggiare per 3 mesi capita una volta nella vita ed io mi sono subito infilato in una situazione di estremo disagio. Inutile nascondere che mi sentivo abbastanza frustrato.
Quindi, come si esce da questi (non rari) momenti di crisi quando si viaggia da soli? Ci sono varie soluzioni.
La mia è bere. Dopo una birra sono ripartito. Non ero entusiasta ma ero sicuramente più tranquillo.
ATTRAZIONI E ATTIVITÀ
PRIMO GIORNO
Connaught Place – 1,5/5
Avevo deciso di iniziare le mie visite da questa piazza in quanto vicina al mio ostello e piena di bar e ristoranti. Come ho raccontato, la camminata per arrivare è stata tremenda. Anche la piazza è straordinariamente caotica e non propriamente pulita. Già più accettabile il parco in mezzo alla piazza, all’interno del quale i fan dei nazionalismi potranno vedere un’enorme bandiera indiana. All’interno della piazza ho visitato due templi induisti: uno dedicato al dio Hanuman, la divinità scimmia e strapieno di questi simpatici animaletti e uno dedicato al dio Ganesh, venerato come dio che rimuove ostacoli materiali e spirituali e che viene invocato all’inizio di nuove imprese, viaggi e progetti come portafortuna. Mi sembrava giusto iniziare un viaggio così lungo da qui.
Costo: gratuito.
Vale la pena: se logisticamente è comodo, altrimenti saltatelo pure.
SECONDO GIORNO
Jama Masjid – 4/5
Moschea enorme, costruita tra il 1644 e il 1656, può ospitare 25.000 fedeli tutti insieme. Le cupole in marmo bianco sono bellissime sia da dentro che da fuori e anche il palazzo in arenaria rossa è meraviglioso (bellissima la parte degli archi). Non sono salito sul minareto (sinceramente non so dire nemmeno io perché), ma altre persone mi riferiscono che ci sia una bella vista.
Costo: 550 rupie
Vale la pena: sì.
Red Fort – 3,5/5
Fortezza circondata da mura di arenaria rossa, un tempo era la residenza imperiale. L’esterno è veramente molto bello, soprattutto la porta di Lahore, l’ingresso principale vicino alla biglietteria. I giardini interni non sono niente di speciale mentre sono degni di nota il palazzo delle udienze pubbliche e il palazzo delle udienze private.
Costo: 600 rupie
Vale la pena: sì.
Chandni Chowk – 0/5
Il mio Vietnam, non inteso come la bella nazione che dovrebbe essere la penultima meta del mio viaggio ma come la brutta guerra fatta dagli Stati Uniti. Come per i soldati coinvolti, anche per me la vita non sarà più la stessa. La colpa? Probabilmente la mia: se l’idea di mercato all’aperto che hai in testa sono i mercatini di Natale a Santa Croce a Firenze, l’India rischia di prenderti a schiaffi. Odori pesanti, sporco ovunque e un livello di caos difficilmente gestibile. Probabilmente avrei dovuto esplorare di più, cercare angoli che rendessero questa visita più interessante. In verità volevo solo scappare, così tanto che, tornato in ostello, ho realizzato di aver saltato il mercato delle spezie. Secondo vari blog che ho letto dovrebbe essere un’esperienza più piacevole.
Costo: gratuito
Vale la pena: per me no, in ogni caso non al primo giorno di esplorazione a Delhi.
Rajghat – 2/5
Memoriale dedicato a Mahatma Gandhi costruito nel luogo della sua cremazione. Al centro di un parco, anonimo, si trova una piattaforma in marmo nero con una fiamma sempre accesa. Visita simbolica ma non la definirei particolarmente interessante.
Costo: gratuito
Vale la pena: meh.
Gurudwara Bangla Sahib – 3/5
Tempio Sikh che esteticamente non mi ha detto molto, ma che secondo me vale una visita. Io, della cultura Sikh, non sapevo praticamente nulla e aver letto due pagine su Wikipedia non mi mette certo nelle condizioni di improvvisare una spiegazione seria. La cosa che più mi ha colpito è stata la presenza di una grande cucina comunitaria che serve pasti gratuiti a chiunque ne abbia bisogno: un’immagine semplice, ma abbastanza eloquente dello spirito della religione.
Costo: gratuito
Vale la pena: sì.
TERZO GIORNO
Agrasen ki Baoli – 4/5
Antico pozzo a gradoni costruito come cisterna comunitaria, serviva a raccogliere e conservare l’acqua. Bellissimo, fotogenico, all’ombra e gratuito.
Costo: gratuito
Vale la pena: sì, visita veloce ma molto carina.
Lodhi Park – 4/5
Grande parco con un sacco di cose belle da vedere. Tra le cose migliori segnalo i mausolei: Shisha Gumbad e la Bara Gumbad, esempi meravigliosi di architettura indo-islamica. Chicchetta assoluta: giardino tenuto benissimo, qualche scimmia e un sacco di scoiattoli. Per un paio d’ore ti scordi di essere dentro il caos di Delhi.
Costo: gratuito
Vale la pena: sì.
Qutub Minar – 4,5/5
Minareto, cioè un’alta torre da cui il muezzin chiama i fedeli islamici alla preghiera, costruito nel 1200 per celebrare l’inizio della dominazione islamica in India. Sono stato fortunato perché il traffico mi stava impedendo di visitare questa meraviglia, e invece sono arrivato alle 18.15 (chiusura 19). Giusto in tempo per assistere a un tramonto incredibile.
Costo: 600 rupie
Vale la pena: sì, anche senza tramonto può essere meno bello.
QUARTO GIORNO
Slum Tour s.v.
Tour di uno dei quartieri più poveri di Delhi, organizzato da una ONG. Sono stato in dubbio fino all’ultimo in merito a questa esperienza in quanto avevo paura che fosse un mero turismo della povertà ma mi sono dovuto ricredere. La visita apre tutta una serie di interrogativi sullo stato delle grandi metropoli e del capitalismo in generale. Dato che l’esperienza è ancora fresca, preferisco parlarne a mente lucida. Mi faccio risentire io.
EDIT alla fine ne ho parlato qui (https://thatunemployedfried.com/2025/10/05/slum-tour-delhi/)
Lotus Temple – 2/5
Tempio bahá’í, religione monoteista fondata in Iran nel 1800. Sarò sincero: non ho approfondito oltre. Il voto è una media ponderata tra la bellezza della forma a fiore di loto del tempio dall’esterno (4/5) e quanto il tempio è spoglio e poco interessante all’interno (0/5). Inoltre ci ho messo 20 minuti, sotto il sole indiano delle 14, per riavere le mie scarpe. Sono ancora avvelenato.
Costo: gratuito
Vale la pena: da fuori sì, ma non entrate.
Humayun’s Tomb – 5/5
DE-VA-STAN-TE. Il mausoleo è famoso per essere il prototipo del Taj Mahal ma sembra ingiusto ridurlo a questo. Le simmetrie del palazzo mi hanno fatto consumare gran parte della memory card della macchina fotografica. Anche i giardini intorno sono particolarmente curati e piacevoli da visitare. Dopo questa visita il mio hype per Agra è completamente fuori controllo.
Costo: 600 rupie
Vale la pena: top attrazione di Delhi.
Akshardham Temple – 4,5/5
1000 € di telefono
200 € di AirPods
400 € di macchina fotografica
200 € di GoPro
150 € di smartwatch
40 € di bisteccone (il mio power bank da viaggio)
Se siete disposti a rispettare la regola del tempio per cui tutti i dispositivi elettronici devono essere lasciati all’ingresso, rischiando di perdere circa 2k di beni elettronici, potete vedere questo bellissimo tempio induista di recente costruzione (2005). Alcune note a margine: dovrebbe essere il tempio induista completo più grande al mondo e la sera dovrebbe esserci uno spettacolo di fontane. Uso una formula dubitativa perché, sbagliando, sono arrivato troppo presto. Mancavano due ore, ero troppo stanco per aspettare.
Costo: gratuito
Vale la pena: se riuscite a convivere con la paranoia di perdere ogni vostro oggetto elettronico, sì.
CONSIGLI VARI
• Usate Uber: riducete le camminate tra un’attrazione e l’altra. Mai avrei pensato di dare questo consiglio a qualcuno.
• Per quasi ogni attrazione si avvicinerà qualche signore che vi indicherà l’entrata dicendo di lavorare lì. “Che omino simpatico”. No: vuole i vostri soldi.
• Non fate come lo scienziato che scrive: mettetevi della buona crema solare, anche se sembra che non serva. Dopo un giorno avevo la faccia come un pomodoro.
• Credevo che l’inglese fosse molto diffuso, almeno a Delhi. Non lo è.
• Non alloggiate nella zona della Delhi Station: peggiore errore della mia vita.
AMICO DEL GIORNO
Viaggiando in solitaria si conoscono tante persone, forse perché si è più predisposti rispetto ai viaggi in gruppo, in cui è naturale restare soprattutto con chi è partito con noi. Questa rubrica mi servirà quindi per segnalare eventuali persone degne di nota.
Al Baoli si è avvicinato un ragazzo indiano chiedendomi di dove fossi. Una scena a cui mi sono presto abituato: capita spesso che ragazzi o ragazze indiane mi fermino per chiedermi info su di me e le mie opinioni sull’India. Mi è capitato anche che alcune famiglie mi chiedessero di fare una foto con i figli, cosa leggermente più strana. Ho risposto e il ragazzo si è detto deluso del fatto che non fossi tedesco. Che ti devo dire amo, scusami. Mi ha detto di studiare tedesco e che sogna di vivere in Germania.
Abbiamo parlato un po’ e prima di andarsene mi ha passato un’agenda. Mi ha detto che chiede di scrivere a tutte le persone che incontra un pensiero sull’India e su di lui. Devo dire che l’agenda era davvero piena di note in ogni lingua. Credo che non mi abbia raccontato una cazzata. Pensando a Death Note ho scritto solo il mio nome e, visto che la cosa mi sembrava comunque piuttosto strana, ho lasciato solo belle parole sul mio nuovo amico.
CONCLUDENDO
Prima di partire ho cercato di parlare con più persone possibile che avessero avuto un’esperienza diretta in India. Metà erano entusiaste, metà mi avevano vivamente sconsigliato di venire. Per quanto i problemi che mi erano stati descritti esistano davvero, e siano già ampiamente raccontati in questo pezzo, sono felice di essere venuto a Delhi. La città, per lunghi tratti, ha aggredito i miei sensi. Per spiegare il mio rapporto con un ultimo aneddoto basta dire che la terza sera, entrando in un bar, sono rimasto colpito dal fatto che per la prima volta da quando ero arrivato l’ambiente fosse profumato. Eppure, nonostante tutto, molte delle attrazioni che ho visto sono splendide. Una persona con una capacità di scrittura superiore alla mia trasformerebbe questa esperienza in un meraviglioso discorso su come per arrivare alla bellezza si debba passare dalla sofferenza. Io, che non ne sono in grado, posso solo dire che sono contento di essere venuto qui a farmi la mia idea, senza fermarmi né ai racconti entusiasti né a quelli catastrofici.
STATISTICHE
Km camminati: 72 (media 18 al giorno)
Birre bevute: 7 (comunque di base poche)
Costo medio birra: 3 €
Tra l’altro, se vuoi contribuire a questo delirio offrendomi una birra virtuale: https://paypal.me/micheledelgiudice98
(0 idee sul perché il mio nome utente abbia il 98)
ROAD TO
Jaipur, Rajasthan: una Delhi in miniatura. Speriamo sia meno complessa.
Distanza da Delhi: 266 km
Ore di viaggio: 6
Sveglia: 5.30, evviva
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