TOKYO pt. 1

Affrontiamo il primo problema: sto scrivendo questo pezzo da un Intercity che da Roma mi sta portando ad Arezzo, a viaggio appena concluso e con la morte nel cuore. Sto scrivendo soprattutto per iniziare a mettere in fila i miei sentimenti sul rientro.

Quando ero un giovane studente lavoratore passavo le mie nottate a fare i riassunti dei vari, noiosissimi, manuali dei vari esami.
Per evitare di suicidarmi tenevo in sottofondo una serie TV. Per non deconcentrarmi avevo bisogno di mettere una serie TV che avesi già visto, in altre parole ho fatto per un miliardo di volte il Rewatch di Scrubs. Il finale di Scrubs, JD che attraversa il corridoio con in sottofondo Book of Love e le immagini del suo ipotetico futuro mi ha sempre causato una duplice sensazione. La prima è quella di aver appena concluso una serie clamorosa e con un finale ben gestito; la seconda è la voglia di riprendere la serie dalla puntata 1×1. Al termine del mio viaggio ho vissuto una sensazione simile. Sono consapevole di aver vissuto una esperienza straordinaria, una di quelle esperienze che solitamente si può fare una volta nella vita e a volte nemmeno quella, ma una parte di me vorrebbe tornare a Fiumicino, prendere un aereo a caso e ripartire da capo.

Il viaggio in treno verso casa in più fa affiorare tutta una serie di dubbi e paure: la tua vita è stata ferma in pausa e ti aspetta esattamente come era, cose negative e positive, oppure è cambiato qualcosa dentro di te o nel contesto che ti circonda?
Beh che dire, lo scopriremo. Forse è questo il bello di tornare dopo tutto questo tempo.

Dopo aver aperto con questa nota di depressione iniziamo a parlare di Tokyo e affrontiamo subito l’elefante nella stanza.
“Michele, sei stato in Giappone per 22 giorni nel 2024, come cazzo ti è venuto in mente di tornare a Tokyo invece di finire il Vietnam o di vedere un’altra nazione?” La risposta è semplice, sentivo il bisogno di tornare a Tokyo ed il volo da Hanoi costava tipo 100€. A Tokyo ho sentito quella sensazione, di cui ho parlato altre volte, di essere in una città a cui in qualche modo sento di appartenere. Ho deciso di tornare ad esplorare meglio questa sensazione per capire se si tratta di un posto nel quale in un’altra vita, o in questa, avrei dovuto vivere per qualche anno o se era una sensazione passeggera o legata alla mera felicità di essere in Giappone.

Immaginati pensare di capire se dovresti vivere una città semplicemente passandoci due settimane da turista. Maledetto scemo. Chiaramente questo sentimento resta presente senza che io abbia capito niente in merito. In realtà probabilmente il tema è più ampio e nella mia testa si sta sviluppando l’idea per la quale per me sia probabilmente il momento di andarmene dal comune in cui sono cresciuto, l’unico in cui sono vissuto, per provare l’esperienza in una città più grande. Con il senno di poi questo viaggio avrebbe dovuto aiutarmi anche ad approfondire questa sensazione. E forse, se questo post deve servire per iniziare a trarre delle conclusioni posso dire che il viaggio ha funzionato a rendere esplicite le domande che, in modo inconscio, mi portavo dentro.
Sarebbe carino che prima o poi io trovassi anche delle risposte, magari queste mi aspettano a casa con Ares.

ATTRAZIONI E ATTIVITÀ

SHINJUKU

È il mio quartiere preferito di Tokyo e credo non sia un caso che in entrambi i miei viaggi abbia scelto di soggiornare qui. È affollato ai limiti del possibile, pieno di luci, grattacieli e rumore, cioè l’esatto contrario di quello che di solito mi ispira in una città. Eppure è uno dei posti in cui mi sono sentito più a mio agio in viaggio, senza aver mai capito del tutto perché.
Probabilmente il motivo è che qui si vede benissimo la qualità che amo di più di Tokyo: la sua varietà. In pochi minuti passi da Kabukicho, con luci e palazzi ovunque, allo Shinjuku Gyoen; fai ancora qualche passo e ti ritrovi in una microcittà fatta di bar minuscoli, poi magari esci ubriaco e finisci per caso in un tempio mentre albeggia. È una continua successione di ambienti che, sulla carta, non dovrebbero convivere nello stesso spazio e invece qui lo fanno in modo perfettamente naturale.

Shinjuku Gyoen – 5/5

Parco enorme e bellissimo sia in autunno con il foliage che in primavera con i sakura. Ottimo per rilassarsi e passare qualche ora distesi a riprendere fiato dopo i km camminati che ti richiede questa città o dopo le birre della sera prima.

Costo: 500 yen
Vale la pena: sì

Golden Gai – 5/5

Tre vicoli, circa 200 bar con massimo 10 posti nei quali ci si siede al bancone e si interagisce con il prossimo.
In una città in cui non è così facile trovare interagire con altri esseri umani è una manna dal cielo. Nei vari bar si incontrano tantissime umanità diverse, dal turista come te, al lavoratore giapponese che ha perso l’ultimo treno per rientrare a casa e quindi si ubriaca aspettando la mattina successiva, all’expat che vive qui ed è in cerca di qualcuno con cui fare due chiacchiere.
Menzione di onore per i 3 amici giapponesi che mi hanno offerto qualsiasi tipo di sakè possibile ed immaginabile solo perché erano entusiasti del fatto che un turista provasse a parlare con loro nonostante non parlassero inglese. Dopo un po’ di bevute comunicavamo tranquillamente senza Google traduttore, chissà cosa ci siamo raccontati. Mi ricordo che uno di loro era entusiasta del fatto che tifassi Fiorentina perché ci ha giocato Nakata. Quest’anno sono venuto meno volte semplicemente perché dopo la prima sera, in cui ho fatto serata con un gruppo formato da un mix di inglesi, australiani e spagnoli, sono tornato in ostello alle 9 di mattina ancora visibilmente ubriaco ed ho deciso che probabilmente era il giusto canto del cigno del mio alcolismo da viaggio.

Vale la pena: core memory della vostra vacanza in Giappone
Costo: dipende dai vostri demoni interiori

Omoide Yokocho – 4/5

Un vicolo pieno di minuscoli ristoranti e un’atmosfera bellissima. E’ stato il primo posto che ho visitato in Giappone nel 2024 e quindi sarò sempre legato a questo posto. L’atmosfera è molto bella ed il vicolo è veramente bello da fotografare, purtroppo è abbastanza caotico ed è difficile trovare un posto a sedere dove mangiare. Vale comunque una passeggiata.

Vale la pena: sì
Costo: comunque si mangia con poco

Micio 3D – 4/5

Gatto 3D che appare su uno schermo e che vi farà quasi venire una crisi di pianto ripensando al vostro gatto che avete abbandonato per 80 giorni a casa da soli. Credo di aver mischiato la descrizione con le mie sensazioni specifiche. Idea molto carina ma è intramezzata da troppe pubblicità. Maledetti porci capitalisti, quando imparerete a contenervi. Probabilmente quando verremo a prendervi.

Costo: gratis
Vale la pena: sì, ci si batte i denti uscendo dall’uscita est della stazione di Shinjuku.

Meiji Jingu Gaien – 5/5

Via semplice ed anonima se non fosse che ai lati è presente una quantità allucinante di alberi di ginkgo ai lati che creano un tunnel giallo incredibile. Pensavo che fosse uno di quei posti pubblicizzati su Instagram ma deludenti dal vivo. Non lo è, andateci.

Costo: gratis
Vale la pena: in autunno sì, in qualsiasi altro momento dell’anno magari no.

Tokyo Metropolitan Government Building – 5/5

Il miglior panorama gratuito di Tokyo. Bellissima anche la mappa stilizzata della città (quanto cazzo sono belle le mappe stilizzate?).

Costo: gratuito
Vale la pena: sì

HARAJUKU

Quartiere strano, famoso soprattutto per le due vie dello shopping: la Takeshita Street e Omotesando ma che secondo me regala il meglio si sè dal punto di vista naturalistico. Lo Yoyogi Park è stata una sorpresa sia con i ciliegi che con gli alberi autunnali mentre, per quanto il Meiji Jingu non sia niente di spettacolare, la zona intorno è talmente immersa nella natura che per un paio di ore ti scordi di essere nella città più grande, popolosa e forse futuristica del mondo. La camminata che parte da Shinjuku e arriva a Shibuya passando da questo quartiere è probabilmente la mia preferita al mondo.

Meiji Jingu – 2/5

Il parco è piacevole ma rispetto agli altri parchi della città non è particolarmente memorabile. Anche il tempio non ha niente per rimanere impresso però comunque consiglio di venire. Sarò ripetitivo ma la varietà che offre questa città in pochi chilometri deve essere apprezzata in tutte le sue forme. Camminando per questa zona sembra di essere per i boschi del Pratomagno ma in realtà si è ad una fermata di metro dalla stazione più trafficata del mondo, Shinjuku, e l’incrocio più attraversato del mondo, a Shibuya. Mezzo punto in meno perché il santuario è dedicato alle anime di un imperatore e di sua moglie e ormai avrete capito come si schiera questo blog sul tema monarchia.

Costo: gratuito
Vale la pena: geograficamente conveniente e alla fine comunque piacevole

Yoyogi Park – 5/5

Nel mio primo viaggio a Tokyo non avevo inserito questo parco nei posti nei quali andare a vedere i ciliegi e mi è stato consigliato da una barista di Golden Gai. Non smetterò mai di ringraziarla, la sorpresa che ho provato arrivando nella zona dei ciliegi nel 2024 è ancora marchiata a fuoco nel mio cervello. Ci sono tornato non immaginandomi di provare una sensazione simile durante l’autunno ma questo parco è riuscito a sorprendermi per la seconda volta in due anni.

Costo: gratis
Vale la pena: se diventassi un barbone, ipotesi da non escludere, vivrei con una tenda qui.

Takeshita Street – 1/5

Via dello shopping in cui si vende… non ho capito cosa. Via semplicemente troppo affollata per potersi fermare nei vari negozi.
In realtà sono infilato per ostinazione intellettuale in un negozio dove vendevano abbigliamento usato, ho comprato un maglione. Forse riuscirò a sopravvivere al cambio stagione tra sud est asiatico e Giappone.

Costo: gratis
Vale la pena: boh, bel maglione.

Omotesando – 1/5

Viale dei brand di lusso, non ci interessa. Anche se ci interessasse non ce lo possiamo permettere.

Costo: comunque troppo per me.
Vale la pena: magari se sei ricco può essere.

SHIBUYA

La versione più giovane, rumorosa e, a mio parere, leggermente sopravvalutata di Shinjuku.
Le attrazioni magari sono più iconiche ma nel complesso sembra più un quartiere da visitare che da vivere.

Hachiko – 5/5

Se non conoscete la storia di questo cane meraviglioso avete vissuto su Marte, ma comunque andate a recuperarla in quanto è la storia più commovente mai raccontata, con la seconda che non si classifica nemmeno. Fuori dalla stazione di Shibuya c’è una statua che rende omaggio al tottolo, andate a porgere i vostri saluti.

Costo: gratuito
Vale la pena: davanti a una storia come questa, la domanda mi pare irrispettosa.

Cimitero di Aoyama – 5/5

E’ inquietante dire che sono un grande fan dei cimiteri giapponesi? Probabilmente si, non metterò questa info su Tinder.
In ogni caso i cimiteri di Tokyo che ho visitato sono bellissimi, tra le tombe curate, gli alberi e i colori dell’autunno qui ho trovato una sensazione di serenità e non quella di cupezza che solitamente associamo ad un cimitero, ma piuttosto quella di un luogo molto ordinato e in pace con sé stesso.

Costo: gratuito
Vale la pena: sì

Shibuya Sky – 5/5

Il miglior punto panoramico di Tokyo. Già mentre ero in Vietnam avevo deciso di prenotarlo per la mia ultima notte a Tokyo, e quindi come ultima notte del mio viaggio. Chiaramente è stato l’unico momento in cui ha piovuto nei miei 14 giorni in città.
Direi che ha abbastanza rovinato la mia esperienza sul tetto di un grattacielo all’aperto. In ogni caso la vista è incredibile, andateci.

Costo: tipo 15 euro, ma ricordatevi di prenotare con largo anticipo
Vale la pena: sì

Shibuya Crossing – 4/5

Solo in Giappone potevano prendere un passaggio pedonale e renderlo un’attrazione. Ero scettico ma ho finito per fermarmi in ogni viewpoint ipnotizzato da questa strana danza di migliaia di persone che ad ogni verde attraversano.
Potrei fare un elenco dei viewpoint? Si ma internet è pieno e io sto scrivendo da due ore.

Costo: dipende dal viewpoint, alcuni gratuiti, altri fino a 12/13 euro ma con bevute incluse.
Vale la pena: sì

BONUS TRACK

Pokémon Center – 5/5

Il posto in cui il mio inner child è stato più felice in assoluto, la cosa bella è che ce ne sono diversi.
Il mio preferito è quello di Shibuya, sopratutto per la bellissima statua di Mewtwo dentro la camera iperbarica all’ingresso, anche se quello di Ikebukuro è più grande. Comunque in qualsiasi di questi si può passare ore e spendere miliardi di euro.
Nella mia ultima sera ho provato a comprare 10 pacchetti di carte, di una espansione appena uscita, per vedere se trovavo la carta per potermi ripagare tutto il viaggio. Non è successo.

Costo: potenzialmente enorme
Vale la pena: sì

HANAMI O FOLIAGE

A gennaio 2023 ho passato 5 giorni in Lapponia senza vedere l’aurora boreale, cosa per la quale ancora rosico.
Sono convinto che l’universo abbia bilanciato questa sfortuna ad aprile 2024, momento in cui sono arrivato in Giappone nel primo giorno della fioritura dei ciliegi, arrivata in ritardo rispetto alle previsioni.

Mi è stato chiesto se Tokyo è più bella under sakura o under foliage ed ecco anche per voi la risposta: è più bella con i sakura. Il foliage foliagia in tutto il mondo, mentre i sakura sakurano solo in Giappone.

VITA DA OSTELLO

Dopo tre mesi di ostelli, e con la schiena che a Nikko ha iniziato a presentarmi il conto, mi sento abbastanza esperto da potervi dire qual è l’unica cosa davvero fondamentale da cercare quando prenotate: la sala comune.
Oltre al risparmio, il motivo per cui si sceglie un ostello è conoscere persone. E l’unico posto in cui questo accade davvero è la sala comune. Il mio ostello a Tokyo, che non costava esattamente come quelli di Cambogia e Laos, purtroppo non ne aveva una. Il risultato è stato semplice: condividere la stanza con cinque sconosciuti senza avere mai davvero occasione di interagire.
“Michele, ma se dividete la camera potrai parlarci.” In teoria sì. In pratica in camera la gente giustamente vuole dormire, stare al telefono o farsi i cazzi propri. In più ho avuto la sfortuna di capitare con dei ragazzi francesi, che hanno confermato tutti gli stereotipi negativi che abbiamo sulla loro nazione. Ho provato a fare conversazione con uno di loro: ha risposto a due domande, poi ha ripreso a parlare in francese con gli altri. Maledetto. Quindi sì, in conclusione meglio un ostello leggermente più brutto ma con uno spazio in cui le persone possano esistere insieme, piuttosto che uno perfetto in cui ognuno sparisce nel proprio loculo.

COMBINI

Lawson, FamilyMart, 7-Eleven: tre nomi che diventano come amici durante il viaggio e ai quali inizi a volere bene.
Ma partiamo dalle basi: che cos’è un combini? Un minimarket nel quale trovi: il miglior pollo fritto del mondo, dei devastanti panini uovo/pollo e salsa teriyaki, onigiri tonno e maionese che dovremmo importare in Italia entro giovedì prossimo e una quantità di altri dolci, bevande e oggettistica tendenzialmente infinita. Tra l’altro qui dentro si trova la risposta a come vivere il Giappone con un budget: per me è stata la base di quasi tutti i pranzi, dove ho speso sempre cifre intorno ai 5 euro.
Uno dei momenti più belli di una vacanza in Giappone è quello in cui, rientrando la sera con l’intenzione teorica di tornare a dormire, si viene inevitabilmente risucchiati dal combini più vicino per uno spuntino notturno. Non importa che tu abbia appena cenato o che siano le due di notte: ti ritrovi immancabilmente a girare tra gli scaffali come se non potessi fare a meno e finisci per comprare qualcosa che probabilmente non dovresti mangiare prima di andare a letto.

Unica cosa a cui stare attenti: la Strong Zero, limonata con 9% di alcool, sa di limonata ma ubriaca come una Tennent’s. Bevanda pericolosa.

STATISTICHE

Km camminati: 100 km (media 25 km al giorno)
Birre bevute: svariate nei primi due giorni, 0 nei due giorni successivi.
Costo medio birra: 6€ bar, 1,25 € combini.
Se vuoi offrirmi una birra postuma: https://paypal.me/micheledelgiudice98

PROSSIMO EPISODIO

La seconda parte di Tokyo.

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