Katmandu è una città che complessivamente mi è piaciuta, ma che mi ha lasciato una sensazione strana. Non sono ancora riuscito a capire bene perché mi abbia deluso, soprattutto perché gran parte delle attrazioni mi sono piaciute.
Forse è stata la sensazione di aver fatto tutto di fretta. Due giorni e mezzo non bastano per viverla davvero e probabilmente ho pagato l’errore di aver prenotato i voli prima di partire per risparmiare qualcosa. Ne farò tesoro.
In un viaggio come questo sembra che il tempo, nonostante sia tanto, non basti mai per decidere cosa vedere e quanto fermarsi in un posto. Mi sto veramente lamentando perché sto viaggiando per “soli” tre mesi? Beh, un po’ sì.
Katmandu è caotica al punto giusto: abbastanza da sembrare viva, ma senza metterti mai davvero in difficoltà. Probabilmente però l’India mi ha ormai forgiato come essere umano e ha completamente cambiato la mia percezione del caos urbano.
La città porta ancora i segni del terremoto del 2015, avvenuto a circa 80 km di distanza, che ha distrutto molti villaggi nei dintorni e danneggiato diversi edifici nel centro storico.
ATTRAZIONI E ATTIVITA’
Durbar Square 4/5
Nella valle di Katmandu sono presenti 3 Durbar Square, questa è la migliore delle due che ho visto. Si tratta di una piazza piena di templi, palazzi reali e statue. Deludente la visita interna dei palazzi compensata dalla possibilità di salire sulle scalinate delle torri per poter vedere la piazza dall’alto.
Costo 1000 rupie nepalesi
Vale la pena: si
Boudhanath Stupa 4,5/5
Avevo grandi aspettative su questo luogo e non sono rimasto deluso.
La cupola bianca è bellissima, gli occhi ipnotici e le bandiere che salgono fino alla cima della Stupa molto scenografiche.
Mezzo punto in meno perché ci sono tornato l’ultima sera verso le 22 ed avrei tanto voluto cenare con la vista sulla Stupa illuminata ma purtroppo tutti i ristoranti erano chiusi. Maledetti.
Costo: 400 rupie nepalesi
Vale la pena: le foto vengono meglio pagando il biglietto e avendo accesso alla parte più interna. A parte questo la vista è bella anche da fuori.
Pashupatinath Temple 4/5
Il tempio induista più importante del Nepal, dedicato a Shiva. Il contraltare nepalese di Varanasi, anche qui avvengono le cremazioni dei fedeli induisti. A differenza che in India qui è possibile vivere l’esperienza senza essere attaccati ogni 14 secondi da qualcuno che vuole i tuoi soldi. Inoltre rispetto ai Burning Ghat di Varanasi qui:
– Le donne sono ammesse.
– I luoghi di cremazione non variano, non esistono differenze di casta o tra ricchi e poveri.
Costo: 1000 rupie nepalesi
Vale la pena: costa meno di un viaggio a Varanasi.
Swayambhunath 5/5
Il mio posto preferito di Katmandu, il tempio ha molti elementi di interesse: sono stato colpito dalla zona delle candele, ma anche la Stupa è molto scenografica, seppur meno bella della Boudhanath Stupa. La differnza la fa la location. Una collina dalla quale ho assistito ad un bellissimo tramonto. Bonus di mezzo punto in quanto il posto è pieno di scimmie.
Costo: 200 rupie nepalesi + 365 scalini da salire
Vale la pena: ogni posto in cui ci sono le scimmie vale la pena.
Bhaktapur 2,5/5
Città antica a 40 minuti di taxi da Katmandu nella quale è presente la seconda Durbar Square. Vale la pena fare più di un’ora di macchina per visitarla? Boh probabilmente no. Mi è sembrata molto simile alla Durbar Square di Katmandu con un costo folle sia in termini di biglietto che in termini logistici. Darei un occhio a Patan prima di venire qui.
Costo: 2000 rupie nepalesi
Vale la pena: costasse meno si, a questi prezzi no.
Thamel 5/5
Quartiere principale della situa a Katmandu, pieno di bar, negozi e ristoranti. Bellissimo da girare a piedi. Caotico al punto giusto. Il posto in cui passerete tutte le sere in città
Costo: quartiere quindi dipende da te
Vale la pena: decisamente
PATAN O GARDEN OF DREAMS?
Ho preso il mio volo da Katmandu a Bangkok alle 17, quindi mi rimaneva una intera mattina per esplorare.
A seconda dell’orario della mia sveglia potevo scegliere tra:
– Patan, altra Durbar Square.
– Garden of Dreams, piccolo parco coloniale nel cuore di Thamel a circa 500 metri dal mio alloggio.
Quindi: cosa ho scelto?
Ho scelto di andare a bere una birra in un piccolo bar a Thamel che avevo molto apprezzato nelle sere precedenti.
Ho conosciuto due ragazzi inglesi con i quali ho iniziato a bere un paio di birre e poi abbiamo fatto amicizia con un gruppo di ragazzi nepalesi. Dopo un paio di ore il nostro gruppo comprendeva 5 o 6 nazionalità diverse ed è stato guidato dall’alcool verso la sala privata di un karaoke. Da segnalare una interpretazione di “I Want It That Way” dei Backstreet Boys commovente da parte mia e di un ragazzo nepalese.
Ovviamente la mattina dopo ho dormito fino a 45 secondi prima dell’orario del Check Out e sono andato direttamente in aeroporto.
Da questa storia vorrei che chi legge prenda due insegnamenti su cosa non fare prima di un volo:
– Non ci si ubriaca, errore che comunque ho rifatto due giorni dopo a Bangkok.
– Non si provano i panini di un paninaro nepalese aperto alle 6 di mattina, errore che spero di non commettere mai più.
CIBO NEPALESE
Se c’è una cosa in cui l’India batte il Nepal è il cibo, comunque ci sono alcune cose buone anche qui di seguito la mia top 3.
Momo
Piccoli ravioli ripieni di carne o verdure, cotti al vapore o fritti. Niente di speciale ma veramente buona.
Ho provato a chiedere la ricetta a varie anziane signore ma tutte hanno finto di non capire cosa stessi chiedendo.
Chicken Sadeko
Insalata piccante di pollo con cipolla, peperoncino, limone e spezie, buona.
Dal Bhat
Il piatto nazionale: riso bianco con lenticchie stufate e contorni vari (verdure, curry di patate, spinaci, sottaceti, pollo).
Costa poco, è molto nutriente ed utile durante i trekking. I nepalesi ne sono ossessionati, lo mangiano di continuo e ci sono un sacco di magliette dedicate. Entusiasmo che sinceramente non comprendo: il piatto è già noioso al primo giorno, il secondo vorresti aver ordinato altro e il terzo non accetti nemmeno l’idea di mangiarlo ancora.
PROTESTE E GEN Z
A settembre, letteralmente mentre ero in treno per andare a Roma, il Nepal è stato attraversato da una delle proteste più violente degli ultimi anni. I manifestanti hanno bruciato vari palazzi governativi ed il parlamento nepalese causando una risposta violenta da parte delle forze dell’ordine che ha causato decine di morti e centinaia di feriti. Le proteste sono durate 3 giorni ed hanno portato alla dimissione del governo, alla formazione di un governo ad interim e a nuove elezioni che avverranno a marzo.
Non so voi, ma a me non era capitato, di poter indagare direttamente con gli abitanti di una città le cause di una rivoluzione, anche se forse il termine rivolta è più adatto. Probabilmente lo capiremo solo in futuro valutando i risvolti a lungo termine.
Preso dalla curiosità ho disturbato sul tema quanti più ragazzi nepalesi possibili cercando di capire quanto più possibile.
Cause della protesta
Le persone con cui ho parlato mi hanno descritto una situazione politica stagnante, in cui i personaggi di potere sono sempre gli stessi, una corruzione dilagante e una forte disparità nella ricchezza. Questa disparità, tipica di questa fase decadente del capitalismo, veniva resa ancora più evidente dalla ostentazione della ricchezza, effettuata via social network, da parte dei figli dei personaggi appartenenti alle elité, i cosiddetti nepokids. La protesta è quindi inizialmente nata sui social network e la decisione del governo di bloccare ventisei piattaforme social, da Facebook a Instagram, da X a YouTube, è stata considerata un banale tentativo di censura. Questo blocco è stato considerato ancora più ingiusto considerando che molti nepalesi si sono trasferiti all’estero e, senza social, questi non avevano più un metodo per comunicare con le famiglie. La chiusura dei social è stata quindi la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Durata ed efficacia delle proteste
La prima cosa mi era saltata all’occhio è stata la velocità in cui tutto questo è avvenuto, le proteste in meno di una settimana hanno provocato la dimissione del governo e l’insediamento di un nuovo governo ad interim. A riguardo ho avuto diverse risposte:
– una categoria di persone, sicuramente ottimiste, ritiene che questa sia stata una spallata ad un sistema moribondo e che quindi oggi si possa aprire una nuova fase.
– una categoria di persone, più pessimiste, ritiene che la classe politica dominante abbia deciso di fare un passo indietro prima che la situazione degenerasse troppo per poi tornare alla carica alle prossime elezioni.
Il nuovo Governo
Interessante è stata la modalità della scelta del nuovo primo ministro, nominato come in Italia, dal presidente della Repubblica. Nella scelta ha avuto un peso politico enorme una votazione fatta online su Discord: una piattaforma social inizialmente pensata per i gamer, ma oggi usata da milioni di persone in tutto il mondo per chattare, fare videochiamate, condividere file o organizzare gruppi.
Concludendo
Ovviamente questo blog non si schiera a favore degli incendi dei parlamenti (ci mancherebbe altro signore guardie) ma la situazione che mi è stata raccontata, soprattutto la parte sulla disparità della ricchezza, non mi è suonata nuova.
Probabilmente il Nepal è semplicemente ad uno step successivo rispetto ai paesi occidentali il problema direi che è davanti agli occhi di tutti anche in Italia. Quindi se siamo davanti ad una generazione, la gen z, meno disposta a sopportare soprusi rispetto a noi millennial non mi sembra che una cosa positiva.
STATISTICHE
Km camminati: 59 (14,75 al giorno)
Birre bevute: perso il conto causa serata al karaoke in cui però inspiegabilmente abbiamo pagato solo 10€ a testa.
Costo medio di una birra: 3€
Tra l’altro, se vuoi contribuire a questo delirio offrendomi una birra virtuale: https://paypal.me/micheledelgiudice98
PROSSIMO EPISODIO
Dopo una breve pausa a Bangkok mi sono spostato nel meraviglioso regno di Cambogia (anticipo prezzo medio birra, 0,75€, un sogno)
Rispondi