LUANG PRABANG

Luang Prabang è sicuramente più città rispetto a Vang Vieng, più grande e con più cose da vedere anche se il focus resta sulla parte naturalistica intorno. Devo dire che non mi sono goduto come probabilmente avrei dovuto la parte dei templi ma ne parliamo con calma dopo. La parte che più mi ha lasciato perplesso è la vita notturna di questa città basata esclusivamente su un bowling.

Non avendo tutto il tempo necessario per fare tutte le attività che questa città offre ho scelto di tagliarne alcune che citerò velocemente:
– santuario di elefanti da molti considerato il migliore al mondo, ho fatto la stessa esperienza in Thailandia due anni fa.
– Tak Bat, cerimonia in cui i monaci escono dai templi e camminano in silenzio lungo le strade per raccogliere le offerte dei fedeli. Saltata perché l’ho già fatta a Sukhothai, sempre in Thailandia due anni fa. Non è vero, avrei voluto ripeterla, ma la sera prima avevo bevuto trecento birre al bowling. Ma della vita notturna di questa città ne parliamo più avanti.

ATTRAZIONI E ATTIVITÀ

Night market 4/5

Uno dei migliori night market di questo viaggio: tantissime scelte per mangiare, tanti posti a sedere e posto ben tenuto.
Un punto in meno per colpa della mia brillante idea di mangiare piccante il giorno prima di un trekking con una sveglia alle 6 di mattina. Errore demenziale che non ha avuto conseguenze solo grazie a quella pasticca magica chiamata imodium.

Costo: dipende da cosa vuoi mangiare
Vale la pena: sì

Phousi Hill 2/5

L’ultimo giorno avrei dovuto visitare svariati templi. In realtà non ne avevo nessuna voglia. L’ultimo giorno in una nazione mi prende quasi sempre una malinconia pigra, per cui finisco a trascinarmi lentamente ed ho finito per passare quasi tutto il giorno in una caffetteria. Alla fine, del programma che avevo in testa, mi sono limitato a questo tempio su una collina vicina al centro. Probabilmente meritava anche, ma io quel giorno non avevo proprio gli occhi giusti per guardarlo.

Costo: circa 1 €
Vale la pena: credo di sì in realtà

Kuang Si Falls 5/5

Cascate a circa un’ora di motorino da Luang Prabang. E forse per raccontare la mia esperienza dovrei partire da qui, il viaggio in motorino. In questo caso ci tengo a dare la morale prima della storia: prima di guidare un mezzo scoperto guardate le previsioni del tempo. Dopo circa 10 minuti di viaggio ho iniziato a vedere dei nuvoloni all’orizzonte, dopo 30 ha iniziato a piovere.
Una di quelle pioggerelline per le quali non sai se è il caso di fermarti e tornare indietro o se puoi comunque andare avanti.
Mi sono fermato in un bar lungo la strada e ho guardato la pioggia per 45 minuti. Poi ho deciso che, a quel punto, tanto valeva arrivare fino in fondo. Per fortuna il destino mi ha premiato e ha smesso di piovere. Fortunatamente la vista delle cascate ha ripagato la difficoltà del viaggio sotto la pioggia, il complesso di cascate è meraviglioso.
La parte principale è la cascata finale, alta e maestosa, ma anche il percorso per arrivare, costellato di cascate più piccole e piscine naturali è molto scenografico. Sinceramente dai video che avevo visto su YouTube avevo l’aspettativa che fossero meno frequentate. Comunque non farò quella cosa del turista che, in un posto turistico, si lamenta degli altri turisti.

Costo: circa 2 €
Vale la pena: sì

Tat Kuang Si Bear Rescue Centre 4/5

Nella strada per le cascate, dopo aver parcheggiato, si passa davanti a questo centro di recupero in cui l’organizzazione “Free the Bears” si occupa del recupero di orsi salvati da vari commerci illegali. Il centro è gratuito, si vedono semplicemente gli orsi che si rilassano nei grandi spazi a loro disposizione.

Costo: gratuito
Vale la pena: attività etica e geograficamente conveniente

Bowling e tiro con l’arco 5/5

Letteralmente le uniche attività da fare dopo le 22 in questa città. Il che mi sembra semplicemente assurdo. Intorno alle 22.30 tutte le persone in città iniziano ad organizzarsi con i trasporti per andare al bowling, ovviamente il senso è ubriacarsi. Si gioca un paio di partite a bowling, si beve dalle 11 alle 19 birre e ovviamente la situazione degenera. In un contesto del genere qualcuno, un pazzo o un visionario, ha deciso che fosse una bella idea inserire delle piattaforme di tiro con l’arco. “Ma saranno frecce senza punte.” Ingenui.

Costo: complessivamente basso
Vale la pena: l’alternativa è andare a letto

Trekking a Nong Khiaw 5/5

La prima sera a Luang Prabang sono andato a cena con una ragazza olandese e una inglese conosciute a Vang Vieng. Mi hanno raccontato che il giorno dopo avevano prenotato un trekking organizzato di due giorni verso Nong Khiaw: l’idea era dormire in un viewpoint da cui, all’alba, si dovrebbe essere sopra le nuvole. Dato che era un’esperienza che stavo già valutando, ho colto la palla al balzo e mi sono aggregato.

Partiamo dalle conclusioni: è andata nel peggior modo possibile.
Ma perché è andata male?

1) Il villaggio di Nong Khiaw si trova a 5 ore di autobus da Luang Prabang. Il manto stradale credo abbia la più alta densità di buche del pianeta Terra. Letteralmente il mio Apple Watch pensava che mi stessi allenando su una cyclette ellittica.
2) Il trekking non è particolarmente impegnativo, ma i postumi dei problemi aventi la notte precedente, già accennati parlando del night market, hanno fatto sì che fossi fisicamente distrutto. Ho sofferto ogni metro di dislivello.
3) La vista dall’alto era bellissima, il tramonto clamoroso e ho fatto anche un sacco di belle foto. Sì, questa è una cosa positiva. Non va sempre tutto male.
4) La cena servita dalle guide veniva dal menu dei soldati austriaci nelle trincee della prima guerra mondiale: noodles, pochissimo pollo e tantissimo cavolo. Tremendo.
5) Ho 33 anni, fisicamente 89, e dormire per terra in una tenda non è la migliore delle idee.

“Vabbè, ma quanto è bello svegliarsi sopra le nuvole?”
Ah boh: la mattina c’erano letteralmente 0 nuvole.

Al netto delle lamentele, comunque giuste, è stata una bellissima esperienza. Si era creata un’ottima alchimia nel gruppo e ci siamo divertiti: quando sei con le persone giuste, anche le piccole tragedie diventano parte del divertimento.

Costo: 30 euro tutto compreso
Vale la pena: a prescindere da tutto sì

HOTEL E RIPOSO

Le due persone (ciao mamma, ciao babbo) che leggono il blog si ricorderanno della mia terribile esperienza in ostello a Pushkar.
Passata quella parentesi, non ho più avuto problemi con i miei alloggi. Anzi, con meno di 5€ in Laos e Cambogia ho sempre avuto posti clamorosi con ampie zone comuni, ristorante, bar, piscina e ottime vibes sociali. A Luang Prabang, dopo settimane in cui vivevo questa sfavillante vita sociale da ventenne, ho deciso di concedermi una notte di hotel. Dopo il Trekking mi sembrava una buona idea.

“Quindi sei entrato in hotel e ti sei riposato?” Sto cazzo.

La posizione di Booking: arrivato alla posizione segnalata su Booking ho trovato un hotel, peccato che non trovassero la mia prenotazione perché era un hotel diverso da quello che avevo prenotato. Parlando con il receptionist ho scoperto che questo è un malinteso che capita almeno una volta alla settimana. “Ma li avete contattati per sistemare?” “Ma sarà”

La posizione di Google Maps: poco male, capita spesso che la Booking sia sbagliata, si risolve semplicemente cercando su Maps. Arrivo alla posizione segnalata da Maps e trovo un altro hotel. Anche qui non risultava nessuna prenotazione a mio nome. Banalmente anche questo non era il mio hotel. Riporto la conversazione avuta con il receptionist di questo secondo hotel.
“Ma te hai idea di dove possa essere questo hotel?”
“Sì sì, è in fondo alla strada. Comunque cerca quest’altro nome, perché qui a Luang Prabang gli hotel cambiano spesso nome.”
“Ah sì certo, per non pagare le tasse”
“Cosa?”
“Cosa?”

In fondo alla strada non c’era nessun hotel. Ho comunque trovato un negozio ed ho chiesto info. Il negoziante, gentilissimo ma non particolarmente sveglio, mi ha disegnato una mappa per arrivare al mio hotel. La mappa portava effettivamente ad un hotel, ma anche questo non era il mio. Un dipendente di questo terzo hotel, vedendomi sulla soglia di una crisi di nervi, ha chiamato per me il numero presente su Booking senza ricevere risposta.

L’altro nome, ho cercato su Google Maps il nome che mi aveva consigliato il secondo gestore. In tutto questo ero perfettamente consapevole che la soluzione migliore fosse quella di scegliere un altro hotel e prenotare una stanza. Peccato che, accecato dalla rabbia, ormai il mio scopo non fosse più quello di trovare il mio hotel per riposare, ma quello di poter avere una conversazione con il gestore di questo hotel per far presente, con classe e pacatezza, il mio leggero disappunto.

Gli autisti di tuktuk: in un momento di scarsa lucidità ho deciso di chiedere aiuto ai peggiori esseri umani presenti sulla faccia della terra: gli autisti di tuk tuk. L’idea era che, in una città piccola, i maledetti mentecatti conoscessero tutti gli hotel.
Trovo un autista che pare parlare inglese e che, dopo avermi ascoltato per due minuti, mi convince a salire sul suo mezzo dicendo che mi avrebbe portato all’hotel. Era una truffa, non aveva idea di dove io dovessi andare. Lo avrei ammazzato. Vorrei rivedere la scena di me che, urlando in italiano, offendo questo povero ragazzo riversandogli contro tutta la mia frustrazione o quella in cui, citando la famosa scena di Benigni in “Berlinguer ti voglio bene” cammino smadonnando e giustificando i crimini di guerra che gli USA hanno commesso in Laos.

L’altra “boutique”, sinceramente non ricordo quale fosse il nome di questo fantomatico hotel ma comprendeva la parola “boutique.” Cercando solo questo termine su Google ho trovato due hotel, tra l’altro molto vicini tra loro.
Ovviamente nessuno dei due era il mio, ma il secondo era passabile e ho prenotato una stanza lì. Il mio hotel ufficiale mi ha risposto su WhatsApp appena mi sono disteso sul letto, dopo vari messaggi minacciosi mi ha rimborsato.

Km camminati nella ricerca: 4, portando 22 chili sulle spalle.
Ore perse: 2 e mezzo
Bestemmie: non calcolabili
Ore passate a riposare in hotel prima di andare a cena con gli amici del trekking: 1

STATISTICHE

Km camminati: 60 (media 12 al giorno)
Birre bevute: poche fuori dal bowling, molte dentro il bowling e 0 nel trekking
Costo medio birra: 0,7 €
Se vuoi contribuire a questo delirio offrendomi svariate birre virtuali: paypal.me/micheledelgiudice98

ROAD TO

Hanoi. Mi hanno parlato troppo bene del Vietnam: sicuramente resterò deluso.

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