JODHPUR

La città blu, the blue city, the blue heaven.
Il problema è che blu non lo è quasi per niente.

Qualche casa e palazzo sono blu, non manca un ottimo Instagram spot. Ma se si arriva aspettandosi una città completamente dipinta di blu, come suggeriscono guide e social, probabilmente si rimarrà delusi.

Detto questo Jodhpur mi è piaciuta parecchio. È una città piacevole, con diverse cose interessanti da vedere tra il forte, la città vecchia e i vari punti panoramici. In più si gira facilmente a piedi e questo mi ha fatto apprezzare ancora di più la visita: pian piano sto scoprendo un’India più vivibile rispetto al primo impatto, decisamente traumatico, con Delhi.

Se dovessi trovare qualcosa di cui lamentarmi, dote che certamente non mi manca, è il fatto che girando per la città si incontrano ovunque tantissimi cani randagi. Non ho avuto nessuna esperienza negativa, i cani tendenzialmente stavano per fatti loro, ma sono veramente troppi. Mi sono informato online e questo è un problema presente in molte città indiane. Mi chiedo perché me ne sia accorto solo adesso.

ATTRAZIONI E ATTIVITÀ

PRIMO GIORNO

Città Vecchia (Quartiere Blu) 2/5

Secondo qualsiasi guida online sotto al forte si dovrebbe estendere un dedalo di vie con case interamente dipinte in tonalità di blu cobalto. Non è la prima volta, e non sarà certamente l’ultima, in cui credo a qualcosa letto online che è chiaramente falso, quindi non me la prendo. Come già detto le case blu sono poche e sparse tra loro. Solo una particolare via è effettivamente bella da fotografare, per arrivarci vi basta scrivere Moroccan House su Google Maps. Nel mio caso l’ho scoperto dopo averlo cercato per due ore sotto il sole.

Costo: gratuito 
Vale la pena: la signora che mi ha fatto la foto nell’unico spot presente ha fatto un bel lavoro quindi dirò di sì. 

Clock Tower e Sardar Market 3,5/5

La torre dell’orologio (Ghanta Ghar) è il centro simbolico della città vecchia. Non so come definirla se non con il termine “chicchetta”. Attorno si sviluppa il mercato della città, nonostante il mio rapporto con i mercati indiani stia migliorando continuo a non apprezzare il livello di caos, degrado e la quantità di venditori che cerca in tutti i modi di venderti qualcosa. Comunque niente di grave.

Costo: gratuito
Vale la pena: ci passate comunque davanti

Toorji Ka Jhalra 3.5/5

Spostandosi di pochi metri dalla torre trovate questo pozzo a gradini del XVIII secolo, restaurato di recente. Le scalinate scendono in geometrie simmetriche verso l’acqua, creando prospettive ideali per foto. Ho già citato la mia ossessione per questi pozzi ma questo è sicuramente il meno scenico, e anche meno instagrammabile, nonostante sia il più grande.
In questi giorni, in cui fa un caldo infernale, il pozzo era frequentatissimo da ragazzi che lo usavano come piscina.
Altro aspetto positivo è l’enorme numero di ristoranti che si trovano in questa zona. Mi trovo costretto a segnalare il Gopal Rooftop, dove ho cenato entrambe le sere. Butter Chicken commovente e ottima vista sul forte. Mi mancherà.

Costo: gratuito
Vale la pena: centrale, carino, vicino si mangia.

Pachetia Hill 4/5

Una collina dalla quale ammirare il sole che tramonta sulla città. Il luogo dove scopri che la città non è blu nemmeno vista dall’alto. La salita non è impegnativa, i tramonti in Rajasthan in questi giorni sono sempre stati meravigliosi e la vista su città e forte è molto bella. Info utile: non vi fermate al tempio in cima alle scalinate. Camminate per circa 10 minuti sulla sinistra, arriverete sulla cresta della collina ed avrete una vista su entrambi i lati della città. 

Costo: gratuito 
Vale la pena: top tier dei posti di Jodhpur

SECONDO GIORNO

Mehrangarh Fort 5/5

Come per Jaipur la parte più bella della città è sicuramente il forte. In questo caso questo è situato su una collina che sovrasta direttamente la città ed è visibile praticamente da ogni punto di Jodhpur. La visita all’interno è bella e molti dei cortili e delle sale sono interessanti (anche se non al livello dell’Amber Fort a Jaipur). La parte migliore è rappresentata dalle varie viste che si hanno sulla città.

Costo: 800 rupie 
Vale la pena: già la città non è blu, se salti il forte tanto vale non venire 

Jaswant Thada 4/5

Monumento in marmo bianco costruito nel 1899 per commemorare il maharaja Jaswant Singh II. Si trova a circa dieci minuti a piedi dal forte ed è una tappa perfetta dopo la visita al Mehrangarh. Il posto è molto rilassante: giardini curati, un piccolo laghetto e questo cenotafio di marmo bianco molto elegante. Inoltre da qui si ha una vista molto sul Forte.

Costo: 100 rupie, che io non ho pagato. Ma ve lo racconto dopo.
Vale la pena: si 

Singhoria Hill 5/5

Altro spot per il tramonto, che mi è stato fortemente consigliato, direi quasi imposto, dal proprietario del mio ostello.
Beh che dire amico, grazie. Il punto panoramico è più alto rispetto alla Pachetia Hill, è meno frequentato e immerso nella natura. Ovviamente, ma forse ormai sono ripetitivo, si ha una meravigliosa vista sul Mehrangarh Fort.

Unica pecca: ho rosicato male con il sacerdote del tempio situato in cima alla lunga scalinata necessaria per arrivare.
Quando sono arrivato mi ha chiesto, oltre alle scarpe, di togliermi i calzini e mi ha proibito di fotografare il panorama.
“Eccoci qui, il solito occidentale rompicazzo che non rispetta le tradizioni orientali”
Caro lettore, hai ragione, ma accanto a me c’erano due ragazzi che indossavano i calzini e stavano letteralmente registrando dei TikTok.

Rispettando il mio io interiore ho scelto di fare polemica con il sacerdote ed ho fatto la spia sui due ragazzi.
Colonna sonora dell’episodio: Always do the spia: Pippo Sowlo (andate ad ascoltarvi la discografia, ne avete bisogno)

Costo: gratuito, si paga con il sudore salendo la scalinata.
Vale la pena: si 

AMICA DEL GIORNO 

Al termine della mia visita al forte ho conosciuto una ragazza indiana in visita a Jodhpur. Come ho già accennato negli scorsi post le persone indiane che ho conosciuto sono molto contente di conoscere un viaggiatore straniero ed hanno molte curiosità sul perché io abbia scelto di viaggiare in India, sulle mie impressioni e sensazioni a riguardo. Dopo aver parlato per circa mezz’ora abbiamo deciso di visitare insieme il Jaswant Thada. L’unico momento imbarazzante è avvenuto quando le ho raccontato della mia scelta di prendermi un anno sabbatico per viaggiare e capire meglio cosa fare della mia vita. La mia nuova amica mi ha guardato con lo stesso sguardo pieno di pena che credo sia possibile rivolgere solo ad un cucciolo abbandonato ed ha insistito per offrirmi l’ingresso all’attrazione (100 rupie). Non ho ancora capito come mi sono sentito a riguardo.

NANNE POMERIDIANE 

Il Rajasthan è molto bello, però fa veramente troppo caldo. Nel pomeriggio le temperature arrivano a 35 gradi, percepiti 150, e quindi da grande hater del caldo e del sole solitamente mi dedico alle visite la mattina e il tardo pomeriggio mentre dopo pranzo passo un paio di ore nella sala comune dell’ostello o se sono particolarmente cotto mi butto sul letto.

A Jodhpur, per la prima volta, ho deciso di concedermi una stanza singola all’interno di un ostello. Per 4€ a notte era un lusso che non potevo non concedermi e nel mio secondo giorno ho deciso di sfruttarlo per dormire un paio di ore. Dopo 15 minuti sono stato svegliato da un gruppo di simpatici bambini che hanno deciso di lanciare una media di 3 petardi al minuto sotto la mia finestra.

“Cosa dite voci nella mia testa, questa speranza che ho espresso relativamente a una loro permanente menomazione causata da un petardo difettoso è sbagliata?” Vabbè, il cuore vuole quello che il cuore vuole.”

VITA DA OSTELLO

Tornato in ostello dopo la mia prima giornata di esplorazione ho deciso di concedermi una birra nella sala comune. In realtà avevo bisogno del Wi-fi per fissare un mezzo di trasporto per la prossima città e un ostello in cui dormire. Quando sono arrivato ho trovato tutte le luci spente e il gestore dell’ostello stava dormendo su un divano. Dopo aver pensato 5 minuti al da farsi ho deciso che il ragazzo era troppo sereno e non si meritava di essere svegliato. Mi sono quindi a fare le mie ricerche in un angolo al buio.
Mi sono pentito di questa decisione, prima che si svegliasse è passata un’ora e io stavo morendo di sete.

Dopo che il gestore si è svegliato si è scusato e si è messo a pulire la cucina ed ha iniziato a mettere dal telefono della musica italiana, prevalentemente Dalla e De André, ed ho pensato che fosse il suo modo per chiedermi scusa. In realtà ho scoperto che l’amico (del quale non mi ricordo il nome, i nomi indiani sono impossibili), ha una grande passione per la musica italiana.
Ma quindi, come siamo passati da parlare di musica ad una retrospettiva sugli anni di piombo? Sinceramente non lo so, ma il mio amico conosce meglio di prima la storia del bel paese.

CONSIGLI SPARSI

Scam e truffe 

Premessa paracula: il mio rapporto con tutte le persone indiane che ho conosciuto in ostello e nelle varie visite è stato ottimo.
Argomento in questione: ho veramente odiato alla morte il 95% degli autisti di tuk tuk dei venditori ambulanti e delle persone vicine ad ogni attrazione. Lo scopo di queste persone è uno: fregare il turista. Certo, questo succede in ogni città turistica, ma qui questi personaggi sono veramente troppo insistenti. Autisti che ti seguono mentre cammini per strada o che richiedono prezzi chiaramente fuori scala, venditori ambulanti che ti accerchiano appena ti siedi, aspiranti (o meglio dire finte) guide che ti iniziano a marcare strettissimo dal momento in cui ti avvicini ad una attrazione turistica. Spesso queste persone non si arrendono al semplice rifiuto ed insistono per vari minuti.

Cibo 

Sarò sincero: nonostante le molte rassicurazioni che ho ricevuto prima di partire ho approcciato il mio rapporto con il cibo in India con scetticismo. Sono ancora convinto che prima o poi verrò colpito da una, fondamentale per la dieta, intossicazione alimentare. Fino ad oggi non ho avuto problemi ed ho scoperto che il cibo indiano è buonissimo, questa cosa non la dovevo scrivere, già lo so.

Menzioni d’onore per:
Biryani: riso speziato cucinato con carne e verdure, devastante e sempre servito in porzioni gigantesche.
Chicken pakoda: pezzi di pollo fritti in pastella speziata.
Chicken masala: pollo cotto in salsa di pomodoro, cipolla e un mix intenso di spezie.
Butter chicken: nato a Delhi, parte da una base simile al masala ma viene arricchito con burro e panna.
(Per le 3 persone che capiranno la reference Chicken Masala : Butter Chicken = pasta alla Giannetto : pasta alla Nerese)
Naan: il pane tipico cotto nel forno tandoor, morbido e leggermente bruciacchiato, buono per la scarpetta. Clamorosa la variante col formaggio.

STATISTICHE 

Km camminati 34 (media 17 al giorno)
Birre bevute 4.
Costo medio birra 3€
Tra l’altro, se vuoi puoi contribuire a questo delirio offrendomi una birra virtuale: https://paypal.me/micheledelgiudice98

ROAD TO

Udaipur, se prima non mi faccio arrestare per lesioni personali nei confronti del gentiluomo seduto davanti a me in autobus che ha disteso totalmente il sedile e si sta gustando il meglio delle serie tv indiane senza cuffie e a tutto volume. Tutto questo senza essersi avvicinato ad una doccia dai tempi della dominazione inglese.

Un pensiero riguardo “JODHPUR

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  1. sai che ti amiamo per il tuo (semi) finto cinismo. Facci sapere davvero come stai e prova a stare sempre attento. Love.

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