TREKKING

“I’m very happy to be here. I was thinking that maybe the paths were going to be more difficult and the views are amazing. Though I’ve questioned my decision making every three hours.”

“Sono molto felice di essere qui. Pensavo che i sentieri fossero più impegnativi e i panorami sono incredibili.
Devo comunque ammettere che ogni tre ore ho messo tutte in dubbio tutte le mie scelte di vita.”

Questa frase, che ho sentito per caso il terzo giorno di cammino, riassume perfettamente la mia esperienza di Trekking in Nepal.
Le viste più belle della mia vita, sentieri per lo più facili e piacevoli che, a intervalli regolari, decidono di trasformarsi in salite pensate per ucciderti. Comunque, senza dubbio, un’esperienza incredibile che consiglio a tutte le persone che condividono con me quella parte autolesionista del cervello che le porta ad apprezzare l’idea alla base del trekking.

NOTE DI SERVIZIO

Che trekking ho scelto?
Quello che da Nayapul, ad un’ora di taxi da Pokhara, porta a Ghorepani Poon Hill ad assistere all’alba sulle montagne dell’Himalaya, e poi torna indietro passando dal villaggio di Ghandruk.

Cosa serve per fare trekking?
Su internet avevo letto di tutto: che la guida era obbligatoria, che servivano due permessi, che si poteva andare solo in gruppo. In realtà, informandomi sul luogo ho scoperto che si può fare in autonomia, anche se per i trekking più lunghi ed impegnativi la guida sembra più una questione di sopravvivenza che una scelta. Relativamente ai permessi a me ne è servito solo uno, pagato circa 18 € e comprato in un ufficio vicino al centro di Pokhara.

Quanto è sicuro?
Molto sicuro. I sentieri sono facili, ben segnalati e presenti su Wikiloc. Altre persone usavano maps.me.
Ho avuto dei problemi solo l’ultimo giorno, ma ne parlerò più avanti. Comunque me li sono creato da solo.

Quanto costano le guest house?
Poco. E se proponi di mangiare (pranzo, cena e colazione) nello stesso posto, spesso ti fanno forti sconti o ti danno la camera gratis. Si riesce a tenere un budget di circa 20/25 euro al giorno tutto compreso.

Come sono le guest house?
Si mangia, ci si fa la doccia, nel trekking che ho fatto io anche calda, e si dorme in materassi che ricordano blocchi di marmo.
Le definirei essenziali. Inoltre nelle varie sale comuni si incontrano un sacco di persone impegnate negli stessi trekking ed è molto facile fare amicizia.

TREKKING

GIORNO 1: NAYAPUL – ULLERI

Statistiche
Km: 11,55
Dislivello positivo: 1041 metri 
Altitudine massima: 2004 metri
Tempo di percorrenza: 5 ore e 16 minuti (pause incluse)  

Bellezza: 1,5/5
Ammetto che al momento della partenza ero particolarmente emozionato, il trekking in Nepal è senza dubbio uno dei momenti che aspettavo con più attesa e probabilmente la prima meta che ho scelto mentre organizzavo il viaggio.
Comunque non posso dire che questo percorso mi abbia colpito per bellezza, ancora siamo abbastanza in basso e non si hanno viste eccezionali. Nota positiva: sono entrato nella Guest House tipo mezz’ora prima che iniziasse un diluvio torrenziale ed ho passato il pomeriggio a godermi con sadismo l’arrivo al villaggio degli altri viaggiatori bagnati fradici.
Sono una brutta persona? Credo di si.

Difficoltà: 3/5
Media tra i primi 9,5 km in cui il sentiero è facilissimo e gli ultimi 2 in cui si fanno più di 3000 scalini, praticamente tutto il dislivello. Un incubo che esce direttamente dalla mente di un pazzo.

Alloggio: 2,5/5
Ho alloggiato alla Kamala Guest House, cibo mezzo buono, camera mezza bella, Wi-Fi mezzo funzionante, acqua mezza calda. Definizione di mediocrità. Comunque avendo fatto 3 pasti non mi hanno fatto pagare la camera quindi gli sarò per sempre grato.

GIORNO 2: ULLERI – GHOREPANI

Statistiche
Km: 10,80
Dislivello positivo: 1.032 metri 
Altitudine massima: 2.825 metri
Tempo di percorrenza: 3 ore e 37 minuti (pause incluse)  

Bellezza: 4/5
Sentiero più interessante: si iniziano a intravedere le vette dell’Himalaya e il villaggio di arrivo, Ghorepani è meraviglioso. 

Difficoltà: 1/5
Facilissimo, non mette mai in difficoltà, dislivello ben distribuito.

Alloggio: 4,5/5
Ho alloggiato al The Sunny Hotel, sotto consiglio di una guida conosciuta nel sentiero. Se escludiamo che il WI-FI non funzionava la guest house era perfetta: cibo ottimo, sala comune con una bellissima vista sulle montagne dalla quale abbiamo visto uno splendido tramonto e acqua calda. Davanti alla sala c’è un campo da pallavolo e ho passato il pomeriggio a bere birrette e a guardare dei ragazzi nepalesi giocare. Un momento rilassante per prepararmi all’alba del giorno successivo.

GIORNO 3: GHOREPANI – POON HILL – TADAPANI

Statistiche
Km: 17,20
Dislivello positivo: 854 metri 
Dislivello negativo: 1.004 metri
Altitudine massima: 3.210 metri
Tempo di percorrenza: 6 ore e 54 minuti (pause incluse)  

Bellezza: 5/5
Commovente.
La parte più bella di questo trekking e probabilmente uno dei momenti che mi rimarranno impressi di questo viaggio.
Si punta la sveglia alle 4:30 e si cammina per circa un’ora in salita per andare a vedere il sole che sorge sulla montagna.
Qui ho fatto il mio primo errore, non ho capito perché ma avevo capito che il tragitto era di 30 minuti, e per 30 minuti ho camminato per la salita al massimo delle mie, comunque scarse, potenzialità fisiche. Sono quindi arrivato a metà sentiero esausto.

Tutta questa fatica, ed idiozia, è stata ripagata appena arrivati a Poon Hill. Quando sono arrivato al viewpoint era ancora buio e assistere alla luce del sole che iniziava ad illuminare le montagne iniziando dalla vetta è un qualcosa che ripaga di tutta la sofferenza.

Dopo l’alba si torna a Ghorepani e, nel lungo percorso per arrivare a Tadapani, si passa dal Thapla Danda un viewpoint altrettanto spettacolare. Questa per me è stata una sorpresa visto che non avevo idea dell’esistenza di questo posto ma è sicuramente al livello di Poon Hill. Con la vista sulle stesse montagne dell’Himalaya.

Si arriva, non senza fatica, al villaggio di Tadapani il villaggio non è niente di eccezionale ma si ha ancora la vista su gran parte delle montagne. Sono stato fortunato perchè mi ero messo a leggere in camera e ho assistito al tramonto, bellissimo, solo perché una amica tedesca è venuta a chiamarmi. Bella persona.

Alle 6 di mattina sono stato svegliato dal suono di una cornamusa. Devo dire inizialmente pensavo che la stanchezza avesse preso il sopravvento sui miei sensi ma questa cosa stava succedendo davvero. Un signore, stranamente tedesco e non scozzese, stava suonando la cornamusa diretto verso le montagne. Una bellissima scena, sarebbe stata ancora migliore se questa persona avesse effettivamente saputo suonare la cornamusa. Avevo troppo sonno e non ho indagato su due tematiche fondamentali:
– Sei tedesco, perché suoni la cornamusa?
– Come ti è venuto in mente di portarti una cornamusa a giro per le montagne del Nepal?  

Difficoltà: 5/5
Non so per quale motivo ma ero convinto che questa giornata, tolta la salita per andare a vedere l’alba, fosse una cosa straordinariamente semplice tanto che ero convinto che fosse possibile concludere in un giorno il trekking e tornare a Pokhara.
Evidentemente mentre studiavo i sentieri avevo preso qualche sostanza allucinogena.

Ci si sveglia a 2.900 m, si sale a 3.200 m, si torna a 2.900 m, su a 3.100 m e giù fino a 2.500 m.
Si potrebbe pensare di essere arrivati, come in effetti avevamo pensato io ed un mio amico inglese, ma invece no.
Il villaggio di arrivo è a 2.700 m e si deve affrontare una scalinata finale che semplicemente non mi meritavo.
I freddi numeri non possono rendere abbastanza ma se uno avesse sentito le mie imprecazioni avrebbe un’idea più chiara.

Guest house: 3/5
Ho alloggiato al Magnificent Hotel: doccia fredda, cibo così così, camera così così, ma vista sul tramonto eccezionale.
Vale la pena sacrificare tutte la comodità per un tramonto? Boh nel contesto ci sta.

Tadapani – Kimche, ah no Syauli, ah no Nayapul, ah no Birenthanti

Statistiche teoriche
Km: 11,79
Dislivello negativo: 1.031 metri
Tempo di percorrenza: 3 ore

Statistiche reali
Km: 20,94
Dislivello negativo: 1.577 metri
Tempo di percorrenza: 6 ore e 28 minuti (pause incluse)   

Bellezza: 1/5
Ovviamente si scende e le viste peggiorano, niente di strano. 

Difficoltà: 1/5 teorico – 5/5 reale
Questo è il punto della mia esperienza di trekking in cui mi sono pentito di non aver condiviso l’esperienza con una guida. O di non essere nato con un numero adeguato di neuroni funzionanti.
Prima di tutto affrontiamo la domanda: “perché hai deciso di andare da solo, odi così tanto la tua vita?”
Di base si, ma ho altri due mesi di viaggio davanti quindi non vorrei morire adesso.
In realtà avrei voluto fare questo trekking con un gruppo, purtroppo quasi tutte le agenzie che ho sentito mi hanno detto che preferiscono offrire i servizi di una guida ad un singolo, ognuno mi ha raccontato un motivo, nessuno mi ha realmente convinto.
L’idea di passare quattro giorni con uno sconosciuto era letteralmente inaccettabile per la parte sociopatica del mio cervello.
Magari mi sta sul cazzo, non posso ascoltare i podcast mentre cammino, ci devo chiacchierare anche se non ho voglia. Tutti gli ottimi motivi per i quali ho deciso di fare il trekking da solo. In poche parole sono quasi stato ucciso dalle mie ansie sociali, ci lavorerò sopra? Non credo.

Il programma originale, apprvato da Google, ChatGPT e da alcune guide con cui avevo parlato nelle guest house, prevedeva di arrivare al villaggio di Kimche e da lì prendere un autobus per tornare a Pokhara. Semplice, rapido e non impegnativo.
Tanto che dopo 3 ore ero già nei pressi del villaggio e mi stavo pregustando un pomeriggio di birrette vista lago a Pokhara.
L’arrivo al villaggio avrebbe fatto sorgere dei dubbi in una persona sveglia. Un villaggio isolato, con 10 case al massimo e una sola strada sterrata potrà mai essere lo snodo dei mezzi di trasporto su gomma nelle montagne nepalesi?
Infatti non lo è. Alla mia domanda su dove fosse la fermata dell’autobus e a che ore passasse i signori seduti in un portico di una guest house infatti hanno risposto: “quale autobus?”. Da Kimche parte un solo autobus al giorno, alle 9 del mattino.

Disperato inizio a chiedere info su quale sia il modo migliore per rientrare a Pokhara ed una signora mi consiglia di camminare fino a Syauli, perché, cito: “da li passano un sacco di autobus e ci sono un sacco di taxi”. Tra Kimche e Syauli la distanza è di “soli” 5.5 km, un’ora di cammino a stare larghi, da fare in una piacevole strada sterrata in lieve discesa.
Ecco che qui commetto un secondo errore, fidarmi del prossimo. Mentre camminavo vengo affiancato da un signore che, ini un inglese confuso, mi convince che continuare per la strada è un errore e che lui conosce una scorciatoia. Decido di fidarmi per scoprire che la scorciatoia si snoda attraverso una delirante scalinata in discesa enorme più faticosa e stressante. Ho comunque risparmiato ben 10 minuti quindi ne è valsa la pena. Accidenti a lui. Ma soprattutto accidenti a me

Arrivo quindi a Syauli, un villaggio posto nel bel mezzo del niente. Nessuna strada, circa 8 case alle quali si può accedere solo tramite un minuscolo sentiero che passa per i campi. Il villaggio è apparentemente disabitato. Sono stato abbastanza fortunato da trovare 3 operai che alla mia domanda su come tornare a Pokhara iniziano a ripetere insistentemente “Nayapul”.
Nayapul, il posto da cui partono i trekking e dal quale anche io sono partito. Andare lì sembra effettivamente una bella idea.

Controllo e Nayapul è a due ore a piedi di distanza, essendo ancora il primo pomeriggio sembra una impresa fattibile. Inoltre l’alternativa era dormire nel bosco. Dopo pochi minuti ho trovato due ragazzi francesi che avevano commesso i miei stessi errori e stavano provando ad andare a Birenthanti. Ripensando al mio primo giorno mi sono ricordato di essere già passato, si tratta del vero snodo da cui partono tutti i sentieri, quello in cui avevano controllato che avessi effettivamente i permessi per il trekking.
Nella nostra prospettiva questo villaggio era 2 km più vicino rispetto a Nayapul e per la stessa strada: un sogno. Convinti di trovare un taxi ci siamo approcciati al villaggio solo farci scoraggiare dalla guardia secondo la quale i taxi nel pomeriggio sono straordinariamente rari e che quindi non sarebbe passato nessuno. Dovevamo finire il nostro percorso per Nayapul, altri due chilometri in salita. Un secondo dopo essere ripartiti ci siamo trovati davanti ad una visione celestiale: uno di questi rarissimi Taxi.

COMPAGNI DI MERENDE

Elenco non esaustivo delle persone con cui ho condiviso parte di questa avventura.

Louise e Rem
Ragazza belga con guida, con la quale ho fatto un bel pezzo di strada. È stato lui a consigliarmi la guest house di Tadapani.

Anya e Marco
Coppia polacca sulla cinquantina, molto simpatica. Mi hanno raccontato che lei, laureata in legge, quando era nei suoi early 30 ha lasciato il lavoro in banca dopo 12 anni per cercare altro, oggi è notaio. Stranamente si era creata una forte empatia, mi chiedo perché.

Julia
Ragazza tedesca, molto simpatica, alla quale avrei dovuto semplicemente chiedere:
“Ma perché domani ti fermi a Ghandruk e non continui fino a Kimche?”

Theo e Theo
Due ragazzi francesi con lo stesso nome conosciuti mentre ero perso nel niente il quarto giorno e che avevano letteralmente fatto il mio stesso errore, si è quindi creata una certa amicizia. Sospetto che fosse un solo ragazzo francese di nome Theo e l’altro fosse un’allucinazione. Siamo usciti insieme da una situazione complessa. Bene così.

VILLAGGI

Voto da 1 a 10 in base a quanto il nome suona come un Pokémon

Nayapul 10/10, immagino sia già il nome dello starter fuoco della prossima gen. 
Birethanti 2/10, sembra più un piatto a base di riso. 
Ulleri 6/10, pokémon erba del quale ti dimentichi dopo un secondo. 
Ghorepani 2/10, unico nome che sembra effettivamente un villaggio
Tadapani 9/10, pokémon normale che non si evolve.
Ghandruk 10/10, evidente pokémon lotta, primo stadio evolutivo.
Kimche 8/10, chiaro pokémon psico.

MONTAGNE

Nilgiri South – 6.839 m
Tukuche Peak – 6.920 m
Nilgiri Central – 6.940 m
Machhapuchhre (Fishtail) – 6.993 m
Nilgiri North – 7.061 m
Annapurna South – 7.219 m
Annapurna IV – 7.525 m
Annapurna III – 7.555 m
Annapurna I – 8.091 m
Dhaulagiri – 8.167 m

STATISTICHE

Km complessivi camminati:79 (media giornaliera 19,75)
Birre bevute: 2
Costo medio birra: 5 €
Tra l’altro, se vuoi puoi contribuire a questo delirio offrendomi una birra virtuale: https://paypal.me/micheledelgiudice98

ROAD TO

Sono tornato a Pokhara.
Quando (e se) deciderò di andarmene, vi parlerò di questo piccolo paradiso terrestre.

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