VARANASI

Varanasi era una delle città per le quali ero più entusiasta mentre organizzavo la parte indiana del mio viaggio. Una delle città più antiche abitate ininterrottamente al mondo, la città sacra dell’induismo in cui i fedeli vengono a purificarsi nel Gange o a trascorrere gli ultimi giorni per morire e farsi cremare per ottenere la liberazione dal circolo delle rinascite (again, non sono la persona giusta per fare lezioni di religione). Insomma una delle esperienze spirituali più forti che si possano avere in India e forse nel mondo. Solitamente quando si racconta sui social, o su un blog di viaggi, un’esperienza si cerca sempre di metterla sotto una lente positiva. Nella mia opinione non c’è niente di male nel dire che qualcosa è stato anche quasi esclusivamente una merda.

Varanasi si porta dietro tutti i difetti dell’India legati a caos e degrado ma qui gli amici scammers toccano delle vette assolute di fastidio. Premesso che sono agnostico e non mi sono mai reputato una persona particolarmente spirituale, reputo tremendo che si cerchi, insistentemente, di spillare dei soldi ai turisti in luoghi sacri o durante cerimonie religiose.
Parleremo di tutto nel corso delle prossime rubriche, segnalo che, as always si tratta del racconto della mia esperienza personale e non di una valutazione oggettiva della città e delle esperienze che essa offre. Non escludo nemmeno di essere leggermente stanco dopo 20 giorni di India.

ATTRAZIONI E ATTIVITA’

Manikarnika Ghat 2,5/5

Il Ghat, non rispiegherò di cosa si tratta, in cui vengono cremati i cadaveri. I roghi funebri si susseguono senza interruzione, giorno e notte, da secoli. Secondo la tradizione induista, essere cremati a Varanasi e avere le proprie ceneri sparse nel Gange significa ottenere la moksha, cioè la liberazione dal ciclo delle reincarnazioni. Assistere ad una cremazione di un cadavere a cielo aperto è un’esperienza toccante che non si può fare in nessuna altra città del mondo. Quando sono arrivato aveva appena smesso di diluviare ed il contrasto tra il cielo nero e le pire funebri è una scena che ha un impatto visivo semplicemente clamoroso.

Quindi perché ho dato 2,5? Anche qui, appena mi sono affacciato alle scale del Ghat sono stato marcato ad uomo da una “guida” che mi ha tempestato di info fondamentali come: “qui bruciamo i cadaveri”, “vedi quello è un cadavere”.
Grazie al cazzo, fino a qui ci arrivavo anche io.
Dopo queste due frasi la guida deve aver ritenuto di aver adempiuto al suo ruolo ed ha iniziato a chiedere una donazione.
“Santo dio Michele, stai vivendo un’esperienza fortissima, caccia quest’euro.”
Ovviamente si partiva, per il legno meno pregiato, da 15€ a chilo e la guida si aspettava svariati chili.
In realtà avevo letto, e mi è stato confermato in ostello la sera, che la legna viene comprata dalle famiglie dei defunti.
Ho espresso la mia forte volontà di non donare una somma superiore a 2 euro ed il tipo mi ha letteralmente cacciato. Potrei non aver risposto con la calma che il luogo sacro richiedeva.

Oltre a questa mia, personale, esperienza ho altre due note negative sul Manikarnika Ghat di Varanasi.
Come prima cosa sono presenti due diversi spot in cui avvengono le cremazioni, uno rialzato ed uno sul fiume. Lo spot superiore è riservato alle persone che possono permettersi la cremazione con i legni più pregiati mentre quello sul fiume a tutti gli altri.
Mi è stato spiegato che questa differenza di luogo non comporta alcuna differenza a fini religiosi, ma non posso dire che la cosa non mi abbia infastidito.
La seconda cosa che ho trovato fastidiosa sta nel fatto che nei Ghat dove avvengono le cremazioni non sono ammesse le donne.
A quanto pare è ritenuto poco dignitoso che si pianga durante la cremazione e si sa, solo le donne piangono.

Costo: gratuito ma insisteranno molto per avere i tuoi soldi.
Vale la pena: sì ma preparatevi a discutere

Aarti al tramonto al Dashashwamedh Ghat 2/5

Ghat principale di Varanasi per assistere alla Ganga Aarti, una cerimonia rituale in onore del fiume e delle divinità.
Sacerdoti vestiti con abiti tradizionali eseguono movimenti coreografici con lampade a olio, incensi, conchiglie e canti.
Devo essere sincero e dire che ho preferito la cerimonia alla quale ho assistito a Pushkar probabilmente perché era più raccolta e intensa ed ero lì con due ragazze indiane che mi spiegavano in diretta quello a cui assistevo. Inoltre credo che abbiano significati diversi, uno era dedicato a Brahma, divinità principale della città di Pushkar e l’altro è rivolto al Gange ed è svolto nella città di Shiva. Ancora una volta non credo di aver compreso abbastanza per poter entrare nel dettaglio.
Preferenze personali a parte, anche in questo caso sono stato disturbato da almeno 4 venditori che mi hanno raggiunto per dirmi che avrei dovuto lasciare la celebrazione per vedere il loro negozio. Ci tengo a precisare che ero in un angolo per conto mio. Potrei non aver risposto con la calma che il luogo sacro richiedeva.

Costo: gratuito
Vale la pena: sì ma portatevi un Taser

Assi Ghat 3/5

Questo era il Ghat più vicino al mio ostello. Qui ho assistito all’Aarti mattutino, prima dell’alba, e mi sono imbarcato per la mia gita sul Gange. L’Arti dell’alba è stato piacevole e la danza delle lampade era ipnotica. Probabilmente me lo sono goduto perché nessuno ha provato a vendermi niente.

Costo: gratuito
Vale la pena: sì

Gita in barca sul Gange

Attività top di Varanasi, hai già dato dei soldi a qualcuno e quindi puoi goderti l’esperienza. Battute a parte la gita è emozionante, dal fiume si riescono a vedere tutti i Ghat da una posizione privilegiata e le varie viste sono meravigliose. In più ero in barca con una gita organizzata di donne americane, di mezza età americane, induiste che intonavano canti sul Gange, è stato bello.

Costo: 500 rupie
Vale la pena: sì

INDOVINA L’INSULTO

Nella mia relazione con i miei amici truffatori ho espresso con forza alcuni concetti, di seguito ne lascio 4: 3 sono stati espressi ad alta voce ed 1 solo pensato:

1. Mi dispiace che debba venire un Italiano agnostico a spiegarti l’induismo (Manikarnika Ghat).
2. Spero che il prossimo corpo a bruciare sia il tuo (altro Ghat, ad un negoziante che insisteva perché io andassi a vedere il suo negozio)
3. Spero che il tuo negozio fallisca entro la fine della settimana (Dashashwamedh Ghat, ad un negoziante che voleva che io abbandonassi la cerimonia per comprare una sciarpa)
4. 500 rupie varrà tutto il TukTuk non puoi chiedermeli per fare 1km (strada per tornare in ostello, ad un autista di TukTuk)

BRUCI LA CITTA’

Ho già detto, semplificando in modo osceno, che Varanasi è conosciuta per essere il luogo in cui gli Induisti vanno a morire per far bruciare il loro cadavere ed interrompere il ciclo di rinascite.
Quindi quale è la cosa più in tema con questa attività? Assistere ad un bell’incendio in centro città.

Mentre ero in un ristorante e stavo serenamente aspettando di cenare ho sentito un urlo. Era una ragazza seduta a due tavoli di distanza che si è alzata terrorizzata. Pensando alla presenza di un topo, ed essendo uno dei più grandi cacasotto del pianeta terra, ho deciso di alzarmi per andarmene. Avvicinandomi all’uscita ho capito che l’urlo di terrore della ragazza non era causato da un animale ma dal fatto che fuori era scoppiato un incendio particolarmente diffuso a circa 10 metri dal ristorante. Inoltre le luci dentro il ristorante stavano “friggendo”. Non essendo induista e non avendo dei vantaggi reali o spirituali dal bruciare, soprattutto se vivo, a Varanasi ho deciso di scappare dal locale. Sono andato dal cassiere informandolo che me ne stavo andando e che avrei pagato volentieri l’acqua. Questo mi ha guardato e con uno sguardo a metà tra la sorpresa il disgusto mi ha chiesto: “ma dove vai, il cibo è quasi pronto.” Amore io ti capisco ma fuori sta letteralmente bruciando il quartiere.

STATISTICHE

Km camminati: 35,3 (media giornaliera 16,15)
Birre bevute: 3
Costo medio birra: 3 €
Tra l’altro, se vuoi contribuire a questo delirio offrendomi una birra virtuale: https://paypal.me/micheledelgiudice98

ROAD TO

Inizia una delirante due giorni che mi porterà in Nepal passando dalla città di Gorakhpur.
Vi lascio alcuni dettagli logistici.

Varanasi – Sounali (frontiera nepalese) 296 km
Tempo di percorrenza:
8 ore di treno per arrivare a Gorakhpur
Una notte a Gorakhpur
3 ore di bus per arrivare a Sounali

Per fare un paragone
Firenze – Roma 275 km
Tempo di percorrenza: 1h e mezzo in freccia rossa
Distanze simili, esperienza diversa.

In ogni caso sono straordinariamente felice di lasciare l’India ed entrare in Nepal.

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