Medina di Fès, ostello, ore 17:00.
Ragazzo canadese: “si guarda Michele, sono rientrato ora da una passeggiata alla Medina, è tutto chiuso e non c’è nessuno Non so quanto ti consiglio di andare”.
Michele: “Sì, in effetti oggi è venerdì, forse hai ragione.” *procede ad incamminarsi verso il centro della Medina.
Premessa non necessaria: il venerdì è il giorno della Jumu’ah, la preghiera comunitaria più importante della settimana per i musulmani durante la quale molti commercianti scelgono di chiudere le proprie attività per recarsi in moschea.
La Medina di Fès è già di per sé un labirinto insensato; attraversarla di venerdì, senza nessun altro essere umano intorno, dà la sensazione di essere finito in un film horror. Uno di quelli in cui il protagonista muore e te che lo guardi pensi che se lo sia meritato. A rendere l’atmosfera ancora meno rassicurante contribuisce un degrado più evidente rispetto alle altre città marocchine visitate fino ad ora. Nulla di paragonabile ad alcune zone dell’India, ma abbastanza da rendere la passeggiata poco piacevole. In poche parole dopo un’ora e mezzo ero tornato in ostello con la coda tra le gambe.
Il mio rapporto con Fès non è migliorato in molto nei giorni successivi e non credo che diventerà una di quelle città a cui si ripensa con nostalgia mentre si è a casa. Resta comunque una città interessante.
Mamma mia che chiusura democristiana.
ATTRAZIONI E ATTIVITÀ
MEDINA 2,5/5
Un labirinto uscito direttamente dalla mente di un pazzo. In realtà, come è ovvio, non è stata progettata: è cresciuta nel corso dei secoli. Ogni famiglia costruiva dove trovava spazio e, generazione dopo generazione, è nato questo delirio urbanistico. Si parla di oltre 9.000 vicoli, molti dei quali senza uscita. Mi hanno spiegato che l’unico modo per orientarsi è imparare la differenza tra i cartelli: quelli tondi indicano una strada aperta, quelli esagonali un vicolo cieco.
Se devo trovare un pregio direi che rispetto ad altre Medine, ed in generale centri storici, la Medina di Fès sembra un posto in cui ci sono attività lavorative reali e dove le persone effettivamente vivono e non solo il solito giocattolino turistico.
Costo: la vostra sanità mentale
Vale la pena: ci dovete andare.
MADRASA BOU INANIA 3/5
Le madrase sono scuole coraniche, all’interno delle quali si studia anche diritto, matematica, astronomia e grammatica. Oggi è possibile visitare il cortile ed è una visita che vale la pena dato che la Madrasa non è più attiva, è visitabile anche dai non Musulmani.
Costo: 3€
Vale la pena: si
CONCERIE 4/5
La medina di Fès segue, in parte, ancora l’antica divisione in corporazioni artigiane per cui ogni quartiere era specializzato in un mestiere. Quando si arriva nella zona dedicata alle concerie si intuisce abbastanza bene a livello olfattivo. Le vasche sono visitabili dall’alto attraverso le varie terrazze messe a disposizione dai vari negozi di pelletteria. I negozianti sono sorprendentemente poco insistenti nel proporre i loro prodotti, quindi sogno.
Nota curiosa: per ammorbidire il cuoio viene ancora utilizzata anche l’urina di piccione, ricca di ammoniaca.
Costo: gratuito
Vale la pena: sì
BELVEDERE DI BORJ NORD 1/5
Il belvedere situato accanto al Borj Nord, una fortezza del XVI secolo che oggi ospita il Museo delle Armi. Da qui si ha una vista completa sulla Medina e sul mare di tetti che la ricopre. Personalmente non mi ha fatto cambiare idea sulla città. È una vista interessante per capire quanto sia enorme e intricata la Medina, ma non è particolarmente spettacolare.
Costo: gratuito
Vale la pena: ma voi andateci uguale.
VISITE GUIDATE
Credo di aver già parlato dell’odio che provo verso le visite guidate e, più in generale, verso ogni essere umano provi a spiegarmi o insegnarmi qualcosa.
Sono qui per raccontarvi che, purtroppo, ci sono cascato di nuovo.
Nella seconda giornata a Fès, il fallimento della prima, avrei dovuto condensare tutte le visite che avevo previsto.
Mentre programmavo l’itinerario, abbastanza delirante dato anche il caldo, mi è quindi sembrata una buona idea unirmi alla visita guidata che stava prenotando il mio compagno di stanza argentino .
Primo problema: la visita era in spagnolo.
“Tranquillo Michele, la guida ha vissuto anche in Italia, parla italiano.”
Non era vero.
Secondo problema: la guida, per quello che ho capito, era anche brava, ma ci ha portato in una quantità imbarazzante di negozi di amici, parenti o semplicemente di persone che gli versavano una stecca.
Risultato: una visita che sarebbe dovuta terminare alle 13 è terminata alle 15.
Un sequestro di persona.
Mai più.
LA STRADA CHIUSA
Rispetto al viaggio in Asia e, soprattutto, all’India, fino a questo momento il Marocco era stato sorprendentemente tranquillo sotto il profilo degli scocciatori. Almeno fino a Fès.
C’è una frase che, se visiterete la Medina, sentirete ripetere decine di volte: “The road is closed.”
Ogni volta qualcuno vi dirà che la strada davanti è chiusa e che dovreste seguirlo.
A volte per accompagnarvi in un negozio, altre per indicarvi “la strada giusta” e chiedervi una mancia trenta secondi dopo. Ovviamente la strada non è mai veramente chiusa.
Per fortuna ho affrontato la Medina con le cuffie nelle orecchie e abbastanza odio nel cuore da ignorare chiunque mi rivolgesse la parola. Strategia che funziona.
STATISTICHE
Km camminati: 22 (media 11 al giorno)
Temperatura massima percepita: 39 gradi
PROSSIMA META
Rabat, la capitale.
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